PHOTO
Mc 2,13-17 - Sant’Antonio, Abate – Memoria
La chiamata di Levi, figlio di Alfeo, cioè quel famoso Matteo che avremmo conosciuto in seguito come l’Evangelista, ci ricorda che molto spesso Gesù è capace di mettere a repentaglio la propria reputazione pur di dare a ciascuno di noi un’altra possibilità. Infatti, nell’immaginario collettivo Levi è un peccatore pubblico, un collaborazionista degli oppressori romani, uno, cioè, a cui non bisogna dare nessuno spazio, nessun rispetto, nessuna chance.
Eppure Gesù raccoglie quest’uomo frantumato nella propria buona fama e ne fa non soltanto un discepolo, ma anche un evangelista. A chi lo critica per queste sue scelte Egli risponde in maniera lapidaria: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». Non dovremmo cadere nella trappola degli scribi e dei farisei, perché in realtà Gesù, rispondendo in questo modo, sta dicendo ad alta voce che è venuto esattamente per me e per te. Infatti solo quando ci rendiamo conto di essere tutti dei malati e dei peccatori comprendiamo la logica di Gesù e ci rendiamo conto che la sua missione ha al centro ciascuno di noi. Siamo tutti Levi, anche se ci piace giocare a fare gli irreprensibili.
In questo senso la festa di sant’Antonio abate, che celebriamo oggi, ci aiuta a capire ancora meglio il Vangelo: anche Antonio ha preso sul serio la propria fragilità e il proprio bisogno di salvezza, scegliendo di non nasconderli, ma di consegnarli a Dio. Ritirandosi nel deserto non è fuggito dal mondo per sentirsi migliore, ma per lasciarsi guarire più in profondità. È diventato così un uomo libero perché si è riconosciuto bisognoso. È esattamente la stessa logica di Levi: solo chi accetta di essere malato può davvero incontrare il Medico; solo chi smette di difendere la propria presunta giustizia può lasciarsi chiamare, perdonare e trasformare. E allora, oggi, Levi e sant’Antonio abate ci ricordano insieme che la santità non è la ricompensa per i bravi, ma il cammino dei salvati.




