PHOTO
Lc 14,1.7-14 - Sabato della XXX Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari
Gesù nella pagina del vangelo di oggi osserva gli invitati a un pranzo mentre fanno a gara per occupare i primi posti. È la scena che conosciamo bene, perché anche noi, magari in modi diversi, passiamo la vita cercando di piazzarci nel migliore dei modi. Vogliamo essere riconosciuti, considerati, possibilmente preferiti.
Eppure Gesù suggerisce una strada diversa: quando sei invitato, scegli l'ultimo posto. Non è soltanto una lezione di buona educazione, ma una vera strategia spirituale. Chi pretende il primo posto vive continuamente con la paura che qualcuno possa portarglielo via. Deve difendere la propria posizione, misurarsi con gli altri, dimostrare di meritare ciò che ha conquistato. Chi invece sceglie liberamente l'ultimo posto non ha nulla da difendere. Può finalmente smettere di competere e cominciare a godere della gioia di essere stato invitato.
È questa la santa furbizia del Vangelo: partire dal basso non significa disprezzarsi, ma sottrarsi alla schiavitù del confronto. L'umiltà non è pensare di non valere niente; è sapere che il nostro valore non dipende dalla sedia su cui siamo seduti. E c'è un'altra cosa bellissima: chi occupa l'ultimo posto può soltanto essere chiamato più avanti. Non deve trascorrere il tempo a calcolare come salire, perché lascia a chi lo ha invitato la libertà di decidere. Anche nella vita con Dio accade così. Non siamo noi a doverci promuovere continuamente, a costruire un'immagine di grandezza, a pretendere riconoscimenti.
Il nostro compito è vivere con fedeltà il posto che ci è dato, anche quando sembra nascosto e insignificante. Se il Signore vorrà, saprà Lui come farci avanzare. Ma forse scopriremo che la gioia più grande non è arrivare al primo posto: è sapere che, anche dall'ultimo, siamo già seduti alla sua tavola. Non serve altro per essere già amati!
Sabato 31 ottobre 2026 – (Sabato della XXX Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)



