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Lc 12,1-7 - Venerdì della XXVIII Settimana del Tempo Ordinario
«Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati». Gesù usa immagini semplicissime per consegnarci una delle verità più belle della fede: nessuno di noi è dimenticato. Noi possiamo dimenticarci di Dio, possiamo persino dimenticarci di noi stessi, del nostro valore e della nostra dignità, ma Dio non si dimentica di noi.
Il suo amore raggiunge persino quei dettagli della nostra esistenza che agli occhi degli altri sembrano insignificanti. «Non abbiate paura: valete più di molti passeri!». È questa consapevolezza che dovrebbe liberarci lentamente dalla paura. Molte delle nostre angosce, infatti, nascono dalla sensazione di essere soli davanti alla vita, come se tutto dipendesse esclusivamente da noi, dalle nostre capacità, dalle nostre decisioni, dalla nostra forza. Ma se siamo custoditi da uno sguardo che non perde nemmeno il più piccolo dettaglio della nostra esistenza, allora possiamo smettere di vivere come se fossimo abbandonati a noi stessi. Anche il senso di inadeguatezza nasce spesso dall’aver dimenticato questa verità. Misuriamo il nostro valore attraverso i risultati, il giudizio degli altri, i successi, le capacità. Gesù invece ci dice che il nostro valore viene prima di tutto questo. Siamo preziosi perché siamo amati.
La vita spirituale consiste anche nel fare continuamente memoria di questo amore. Pregare significa ricordarsi che siamo sotto lo sguardo di Qualcuno che ci conosce fino in fondo e, proprio perché ci conosce fino in fondo, continua ad amarci. Questo non significa che nulla di doloroso potrà accaderci. Significa sapere che nulla di ciò che ci accade viene vissuto fuori dallo sguardo di Dio, e questo dovrebbe bastare a darci una vera pace.




