Epicoco, Gesù veramente

Mt 8,28-34 - Mercoledì della XIII Settimana del Tempo Ordinario

«Giunto all'altra riva, nel paese dei Gadareni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro». C'è un dettaglio sorprendente nel Vangelo di oggi. Sono proprio gli indemoniati ad andare incontro a Gesù. Persino il male, che tenta in ogni modo di opporsi a Dio, non riesce a sottrarsi alla forza della sua presenza. È come se il Vangelo volesse dirci che Cristo esercita un'attrazione così profonda da raggiungere perfino i luoghi più oscuri dell'esistenza. Questo ci rivela una verità consolante.

Non esiste uomo o donna così lontano da non portare, magari inconsapevolmente, una nostalgia di Dio. Sotto le ferite, le ribellioni, le contraddizioni e perfino il peccato, il cuore umano continua a cercare quella pienezza che solo Cristo può donare. Anche quando qualcuno sembra rifiutare Dio, spesso sta semplicemente cercandolo nel posto sbagliato. Per questo la missione della Chiesa non è fare propaganda né conquistare consenso. La Chiesa esiste per rendere presente questa forza di attrazione che appartiene a Gesù. Il cristianesimo non cresce perché convince con strategie efficaci, ma perché permette alle persone di fare esperienza dell'incontro con Cristo.

Quando questo incontro avviene, la vita cambia dall'interno. Il Vangelo mostra però anche il dramma della libertà. Gesù libera gli indemoniati, ma gli abitanti della città, invece di rallegrarsi, gli chiedono di andarsene. È possibile trovarsi davanti al bene e rifiutarlo. È possibile preferire le proprie sicurezze, i propri interessi o le proprie paure alla novità che Cristo porta. Dio non forza mai il cuore di nessuno. Bussa, attira, chiama, ma lascia sempre liberi. Anche il destino dei demòni è profondamente simbolico. Gettandosi nel mare insieme ai porci, mostrano che il male ha sempre una direzione: l'autodistruzione. Il peccato promette libertà, ma conduce alla schiavitù.

Promette vita, ma genera morte. Cristo invece compie il cammino opposto. Entra nei nostri sepolcri interiori per restituirci alla vita. Non a caso oggi festeggiamo il preziosissimo sangue di Gesù. È attraverso di Lui che noi otteniamo la liberazione di cui abbiamo veramente bisogno.