di Simone Bruno, sacerdote e psicologo, Società San Paolo

1. Essere espliciti ed evitare i non detti e i fraintendimenti, ovvero le mine che fanno esplodere ogni legame. In pratica si tratta di raccontare l'accaduto e come noi siamo stati in quel frangente (cosa abbiamo pensato, cosa abbiamo provato). 

2. Essere accoglienti nell'ascoltare ovvero esprimere la capacità di fare spazio davvero all'altro nel momento in cui comunica, in modo da ridurre al minimo gli effetti del fraintendimento o del non detto. Ascoltare significa: mostrare un'attenzione impegnata (guardare negli occhi, sospendere quello che si sta facendo, stare vicino, orientarsi con il corpo verso chi parla, annuire e fare domande aperte); mostrare un atteggiamento profondo, mentale e fisico verso l'altra persona e su quello che può offrirci al di là delle nostre aspettative (comprendere accuratamente cosa l'altro dice e sospendere il giudizio); parafrasare le parole dell'altro per restituirgli ciò che ha appena detto ed evitare confusioni o fraintendimenti, riflettere le emozioni celate o inespresse dalle parole, insomma far sentire l'altro ascoltato e compreso. 

3. Parlare sempre in prima persona (assumendosi la responsabilità del proprio punto di vista), ovvero rendere noto all'altro come si sta, cosa si prova, di cosa si ha bisogno. Quindi, non attaccare l'altro ed evitare di usare le "espressioni tu" ("tu non hai fatto", "tu non hai detto", "tu non capisci, sei sempre distratto"), piuttosto scegliere di utilizzare le "espressioni io" ("io avrei bisogno", "io desidererei", "io mi sono sentito", "io non ho sopportato, non ho condiviso, etc."), così da riconoscere il proprio stato d'animo e i propri sentimenti (effetto benefico su chi ascolta).

4.Concretizzare e circoscrivere ovvero parlare di ciò che interessa o di ciò che fa problema per affrontare quella cosa nello specifico. 

5. Dare significato ovvero esplicitare all'altro che cosa un fatto, un pensiero o un comportamento significano per noi, in modo da consentire di sintonizzarci meglio.

Si tratta di spunti che possono essere tessuti nella propria esperienza quotidiana. Noi siamo alla stessa altezza, facciamo parte della stessa umanità e ci coinvolgiamo nel legame, un dono reciproco: questa è la base della comunione umana, della reciprocità e dell'interconnessione sistemica che può accogliere la forza motrice dello Spirito.

- Articolo tratto da PAGINE APERTEspeciale Settimana della Comunicazione

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