Già dai primi exit poll di domenica sera in Italia si andava alla ricerca del Macron italiano. Se il copyright di Marine Le Pen all'italiana è di Matteo Salvini, che vi collabora fin da tempi non sospetti, sul fronte opposto infatti gli aspiranti sono più numerosi. Il primo a mettere il cappello su Macron è Matteo Renzi, in vista delle primarie del Pd e in cerca di "remontada". Il ragionamento è semplice: se il giovane e dinamico ex ministro dell'Economia francese è stato in grado di porre un argine al fronte populista antieuropeo, allora il modello torna utile anche in Italia, eterna amica-nemica d'Oltralpe.

"La vittoria di Macron al ballottaggio francese potrebbe dare molta forza a chi vuole cambiare l'Europa" scrive su Facebook l'ex premier. "Chi ama l'ideale europeista sa che gli avversari sono i populismi. Ma sa anche che l'Europa è un bene troppo grande per essere lasciato ai soli tecnocrati. Bravo Macron: la sfida inizia adesso. Una sfida che riguarda anche l'Italia. Avanti, insieme", Renzi però potrebbe essere sopravanzato da un altro simil-Macron: l'ex ministro della Giustizia Orlando. Ma in che cosa coincidono i programmi politici dei due italiani con il loro modello francese? A ben guardare - a parte l'europeismo -  nei contenuti ben poco: anche perché i due fanno parte di quella sinistra che in Francia è stata letteralmente annientata. E a nulla vale ricordare che in fondo Renzi la sinistra l'ha allontanata perché Macron ha annientato anche i gollisti. Dunque non resta che lavorare sulle somiglianze fisiche. E constatare come ci siamo ridotti. A proposito alle primarie ci sarà anche Michele Emiliano ma Emiliano dentro il modello Macron, con tutte le buone intenzioni, proprio non lo si riesce a immaginare.