Non sono certo tempi per il Centro moderato: alle elezioni europee i partiti che si collocavano in quest’area politica (un tempo lontano, sempre più lontano, occupata dalla Democrazia cristiana, che riscuoteva amplissimi consensi) sono praticamente evaporati. Pensiamo a Scelta europea di Mario Monti, che ha portato a casa uno striminzito zero virgola, roba da prefisso telefonico. E anche il risultato del Nuovo centrodestra è stentato. Tanto è vero che la costola berlusconiana già progetta il rientro nella casa madre. Uno degli esiti del successo renziano è l’aver cementato il bipolarismo.
Il Centro insomma si conferma come la gigantesca Fossa delle Marianne in cui qualunque tentativo di sorvolo finisce per scomparire nel nulla, o quasi. Forse perché il “moderatismo” in tempi di crisi non paga, soprattutto quando le proposte politiche sono spesso sostituite da tatticismi ed equilibrismi e le prese di posizione sono rimandate in eterno. Perché restare fermi quando si può rimanere immobili? Ma vedrete che da oggi in poi non mancherà qualche ottimo convegno sull'argomento in cui si confronteranno le forze moderate di orientamento liberale e cattolico sulla necessità di riformare la politica come spirito di servizio.
Il Centro insomma si conferma come la gigantesca Fossa delle Marianne in cui qualunque tentativo di sorvolo finisce per scomparire nel nulla, o quasi. Forse perché il “moderatismo” in tempi di crisi non paga, soprattutto quando le proposte politiche sono spesso sostituite da tatticismi ed equilibrismi e le prese di posizione sono rimandate in eterno. Perché restare fermi quando si può rimanere immobili? Ma vedrete che da oggi in poi non mancherà qualche ottimo convegno sull'argomento in cui si confronteranno le forze moderate di orientamento liberale e cattolico sulla necessità di riformare la politica come spirito di servizio.



