Lui l’ha baciata sulla guancia, lei si è ritratta, rigida e fredda, senza mai salire sul palco ma restando a due gradini sulla scaletta, come ha notato anche il “cinese” Cofferati. Insomma non sembrava avere gradito. E quel bacio, quel bacio rubato sul palco di piazza del Popolo, sabato scorso a Roma, tra Maurizio Landini e Susanna Camusso, ha dato la stura alle interpretazioni.  Bacio di stima? Bacio di Giuda? Oppure, parafrasando Rostand, un apostrofo rosa tra le parole “ti richiamo”, "ti stimo", o più probabilmente "faccio un partito"? Più volte il segretario generale della Cgil aveva richiamato all’ordine il segretario della Fiom, intimandogli di non fare politica. Lui però continua ad altalenare sindacato a politica, su uno spartito di salari giusti, contratti equi, diritti dei lavoratori, protezioni sociali.

E ancora non si capisce che cosa sia questa Cosa di Landini, se un’organizzazione sindacale iper moderna, con addentellati nel sociale e nell'associazionismo, fino a Libera ed Emergency, o un partito, un “metal partito” pronto a raggrumare i delusi renziani della sinistra, da Vendola a Fassina. E' Landini lo Tsipras italiano? Il Turrion che importerà Podemos dalla Spagna (Come lo tradurremo? Se po' fa?). Lo scopriremo solo vivendo.