Quest'anno Enrico Letta è riuscito a mangiare il panettone, come si dice a Milano. Un panettone senza uvetta, "sciapo" per usare una definizione di De Rita sul nostro Paese, fatto più di promesse che di canditi. Ma il premier ha assicurato in conferenza stampa che lo mangerà anche nel 2014. Riuscirà il nostro eroe? Forse. Dipende da come digerità la lista di dolci che lo attendono nel corso del prossimo anno: la colomba imprevedibile delle Elezioni Europee, il pandolce avvelenato di Matteo Renzi, che ha conquistato la stanza dei bottoni e dispone del pulsante rosso della crisi, il panpepato di Silvio Berlusconi, sempre più in fibrillazione man mano che si avvicina la scadenza della pena, gli struffoli dei diversamente berlusconiani, sempre tentati dal Cavaliere (di cui si considerano la costola), il panforte raffermo di forconi e grillini. Solo allora, dopo aver digerito tutto questo, Enrico Letta potrà mangiarsi il panettone. E a quel punto può darsi anche che ci siano uvetta, canditi e persino la glassa nella parte alta.