Dunque al conduttore che va per la maggiore il colpaccio è riuscito di nuovo. Un finto Gianroberto Casaleggio ha telefonato al povero Dario Fo, colpevole di tifare per Grillo, e gli ha chiesto di commentare via radio la sconfitta dei Cinque Stelle, spiattellando la risposta in diretta. Chiaro che se pensi di essere al telefono con un conoscente, con un politico, con un amico, con chicchessia, ti comporti in un certo modo e se invece devi parlare in pubblico o sai che la conversazione finisce sui media assumi un altro atteggiamento. E' leale approfittare del trucco, mandando tutto in diretta e svelare un certo tipo di linguaggio privato, che in fondo riguarda la propria privacy, come si è fatto in passato con le intercettazioni finite sui giornali? No che non è leale, ma il conduttore che va per la maggiore ci riprova e finisce sui giornali estasiati - oibò che grande scoop -  e anche per la gioia di chi si sintonizza con lui, camionisti e agenti di commercio intrappolati nel traffico serale, che si fanno un sacco di risate.

Se ci fosse un garante della privacy a Berlino dovrebbe intervenire, ma noi non lo invochiamo. Le multe dei garanti in questo caso servono solo ad acuire il successo e a fare dei destinatari della sanzione un eroe del diritto di informazione. Meglio lasciare nell'aere una domanda che sorge spontanea: cos'è questa? Informazione? Infotainment? Divertimento goliardico? O una mascalzonata?