La montagna non è per tutti. O almeno, così si è sempre creduto. Eppure qualcosa si muove, e stavolta non si tratta di un convegno, di un documento programmatico o di una buona intenzione rimasta nel cassetto. Si tratta di un libro. Un manuale, per la precisione, il primo che il Club Alpino Italiano abbia mai dedicato in modo sistematico al tema dell'accessibilità escursionistica. Si chiama Escursionismo e accessibilità, è uscito per CAI Edizioni nella collana I Manuali del CAI, ed è disponibile in libreria, negli e-store e sul CAI Store. È, in tutti i sensi, un atto concreto.

Il volume nasce dalla collaborazione tra Pietro Scidurlo, nato nel 1978, viaggiatore, esperto di accessibilità degli itinerari, autore per Terre di mezzo Editore e co-fondatore di Free Wheels, associazione che lavora da anni per rendere i Cammini un'esperienza aperta a tutti, e la Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale del CAI, nata nel 2024 con la missione specifica di sviluppare approcci che trasformino l'escursione in strumento di crescita personale, inclusione e socializzazione. Scidurlo, che ha trasformato la propria disabilità in forza e in punto di vista privilegiato, porta in questo progetto qualcosa che nessuna ricerca accademica può supplire: l'esperienza diretta, il corpo che conosce l'ostacolo e impara ad aggirarci intorno, o a smontarlo.

Il punto di partenza del manuale non è tecnico. È culturale, prima ancora che pratico. La montagna, si legge nelle pagine, va avvicinata come spazio di incontro, non solo come meta da raggiungere. È una distinzione che sembra sottile e invece cambia tutto: sposta il baricentro dalla prestazione alla relazione, dalla conquista alla condivisione. E da lì discende tutto il resto.

Le barriere che il manuale affronta sono due, e la seconda è più insidiosa della prima. Le barriere fisiche, rampe assenti, segnaletica inadeguata, infrastrutture pensate per corpi normodotati, itinerari senza alternative, sono visibili, misurabili, in teoria eliminabili con risorse e volontà progettuale. Le barriere culturali sono più difficili da fotografare. Sono fatte di abitudine, di immaginario, di quel presupposto silenzioso secondo cui certi luoghi "non sono adatti" a certi corpi. Il manuale li nomina entrambi, e offre strumenti concreti per abbatterli.

Società e valori

Cai, 150 anni sempre in vetta

Sul piano operativo, il volume propone soluzioni mirate che non tradiscono l'ecosistema: percorsi differenziati, infrastrutture integrate, accompagnamento qualificato. È un'ecologia dell'inclusione, verrebbe da dire, un modo di pensare l'apertura degli spazi naturali senza sacrificare né la fruizione né la tutela. Conciliare i due poli, ci ricorda il manuale, è possibile. Richiede però metodo, e il metodo è esattamente ciò che questo volume costruisce, pagina dopo pagina.

C'è poi una sezione che merita attenzione particolare: il glossario delle "parole preziose". In un campo dove il linguaggio può includere o escludere, dove un termine sbagliato può essere involontariamente offensivo o semplicemente impreciso, dotare operatori e accompagnatori di un vocabolario corretto e consapevole è un gesto tutt'altro che marginale. Il glossario attraversa sia l'ambito escursionistico che quello medico-sanitario, ed è pensato per chi lavora sul territorio: progettisti di itinerari, gestori di strutture ricettive, accompagnatori, guide.

A chi si rivolge, in definitiva, questo manuale? A una platea ampia e finora in parte trascurata dalla letteratura specializzata: gli operatori turistici in natura, certo, ma anche, e soprattutto, i frequentatori della montagna con disabilità di vario tipo, che in questo volume trovano finalmente un testo pensato anche per loro, non solo su di loro.

Camminare insieme, con o senza disabilità: il CAI e il manuale lo dicono con una chiarezza che non ammette fraintendimenti. Non è soltanto un'attività sportiva. È un modo per trasformare i limiti in occasioni di dialogo, crescita personale, socializzazione. La montagna aperta a tutti non è una concessione. È una montagna più ricca, più vera, più umana. Forse, finalmente, anche più giusta.