PHOTO
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante una visita alla comunità di San Patrignano il 27 agosto
Non è solo il gusto a rendere speciale una tazza di caffè: può esserlo anche l’impegno che c’è dietro. È questo il senso del progetto “Adotta un educatore”, che vede illycaffè al fianco di San Patrignano per sostenere il lavoro quotidiano di chi, giorno dopo giorno, accompagna ragazze e ragazzi in un percorso di rinascita.
Dopo gli anni segnati dalla pandemia, le richieste di aiuto alla comunità sono cresciute, e San Patrignano ha deciso di rafforzare la propria équipe con 20 nuovi educatori. Figure professionali fondamentali, presenti 24 ore su 24, sette giorni su sette, che intercettano le difficoltà dei ragazzi, offrono conforto nei momenti critici e orientano le prime scelte di vita una volta che tornano a casa. Se il 70% di chi completa il percorso non fa più uso di sostanze, gran parte del merito va proprio a loro: gli educatori forniscono gli strumenti per affrontare e superare le difficoltà quotidiane che un tempo cercavano nelle droghe.
«Gli educatori sono figure fondamentali per la comunità, perché incarnano i valori che da sempre animano San Patrignano e li trasmettono ogni giorno alle persone che accogliamo», spiega Vittoria Pinelli, presidente della comunità, «un singolo educatore in più è un aiuto fondamentale: significa una persona in più con cui i ragazzi possono aprirsi, confidarsi e confrontarsi. Siamo profondamente grati a illycaffè per aver scelto di sostenere questo progetto».
La nuova educatrice finanziata dall’azienda triestina è Erica Monti che racconta il valore concreto del proprio lavoro: «L’educatore a San Patrignano è la figura più vicina ai ragazzi. Osserviamo le dinamiche nei gruppi e interveniamo al momento del bisogno. Il valore aggiunto di un’educatrice che arriva dall’esterno come me è duplice: porto l’esperienza di una vita senza sostanze, utile per dimostrare che i problemi della vita si possono affrontare diversamente, e insieme condivido competenze universitarie ed esperienze educative precedenti, arricchendo lo scambio con l’équipe».
Per Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, la collaborazione con San Patrignano ha un forte significato anche personale: «Conosco la realtà della Comunità dal 2014, quando ero tornata in Italia dopo una lunga esperienza all’estero e lavoravo come amministratore delegato di L’Oréal Italia», racconta, «tramite Letizia Moratti ho avuto la fortuna di entrare in contatto con la comunità. Non bastano mille parole per descriverla: bisogna andarci, vivere una giornata con i ragazzi. Io ci sono stata due giorni e sono rimasta profondamente toccata. Quello che mi ha colpito di più è che San Patrignano è una famiglia. Una famiglia per giovani che hanno smarrito la strada, che sono caduti, ma che hanno trovato la forza di voler riprendere in mano il proprio futuro, la propria autostima, la responsabilità e l’entusiasmo. E ciò che mi ha commosso insieme alla loro voglia di una seconda chance è l’amore, l’affetto e la generosità con cui tutti, educatori e operatori, sono pronti a sostenerli».


Da quell’incontro è nato un rapporto che oggi è al quarto anno di collaborazione con illycaffè. «All’inizio ci è stato chiesto di sostenere il reparto odontoiatrico, perché la droga ha effetti devastanti sul cavo orale e molti ragazzi hanno bisogno di cure. Volevamo che potessero tornare a sorridere, e abbiamo accettato con grande piacere. Ora, dopo due anni di sostegno alle cure odontoiatriche, la comunità ci ha chiesto di intervenire in un altro modo, sostenendo il progetto Educatori», spiega Scocchia, «questi ragazzi, quando arrivano, hanno bisogno di ritrovare sé stessi, capire perché sono caduti, per ricostruire una vita solida. Sostenere gli educatori significa accompagnarli in questo cammino. Per noi», conclude, «il profitto non è il fine unico. Deve integrarsi con valori etici, sociali e morali che vengono prima di tutto. La leadership non è potere, è responsabilità. Significa guidare con integrità, fare scelte che abbiano un impatto positivo sulle persone, sulle famiglie e sulle comunità in cui operiamo».







