A Milano, a pochi passi dai navigli, c’è un quartiere che si è aperto ad una nuova realtà: quella del Bar Bip. Nel 2023 un gruppo della parrocchia Santa Maria del Rosario di Via Solari iniziò a sentire un esigenza: dare di più ai ragazzi disabili con cui già svolgevano attività all’interno della parrocchia. E fu così che balenò nelle loro menti l’idea di aprire un bar.

Dopo tre anni, il bar Bip è diventato realtà, grazie anche al lavoro svolto dal parroco, il quale ha messo a disposizione una sala della parrocchia per adibirla a bar.

l'ingresso del Bar Bip

Il Bar Bip non è solamente un semplice “bar” ma una realtà fatta di inclusione, nata per dare opportunità concrete ai ragazzi, che si è messa in moto grazie all’aiuto di dei volontari che hanno immediatamente sposato il progetto. Questi, come ci racconta Roberto D’ambrosio, presidente della cooperativa sociale Gruppo BIP, affiancano attivamente i 12 ragazzi che lavorano attualmente nell’esercizio. «Metà di loro facevano già parte del nostro gruppo parrocchiale, metà sono stati selezionati esternamente», spiega Roberto, poiché «non tutti erano idonei al lavoro in un bar, per via della percentuale di invalidità o perché i turni di quattro ore risultavano oggettivamente difficili da sostenere».

Per i ragazzi c’è stato un periodo di formazione prima dell’apertura ufficiale, periodo nel quale ognuno di loro ha dovuto farsi un esame interiore, per capire che cosa gli piacesse fare e quale incarico avrebbero potuto svolgere una volta aperto il Bar Bip.

Per due mesi ognuno di loro si è cimentato in ciò che più gli piaceva: chi ha imparato a portare i vassoi, chi a preparare il caffè e chi a stappare bottiglie.

A guidarli passo dopo passo c’è Alessandro, responsabile del bar con un’esperienza decennale nel settore, che ha approcciato questa realtà con una filosofia ben chiara: ai ragazzi non si chiede il minimo, ma il massimo. «Siamo consapevoli che questi ragazzi possono tirar fuori tantissimo». E i risultati dei loro sforzi sono evidenti: sempre più spesso il bar si riempie di persone, al punto che hanno dovuto rifiutare alcune prenotazioni. E in questo momento scatta qualcosa di inaspettato, che Roberto fatica a spiegare a parole: «Quando il locale è pieno e noi rischiamo di farci prendere dall'ansia, loro mantengono sempre il sorriso e la tranquillità. E questo ci tranquillizza anche noi».

Alessandro e una delle ragazze del Bar Bip

Il Bar Bip è aperto dal mercoledì alla domenica, dalla colazione all’aperitivo, con possibilità di pranzo. Pur essendo una tavola fredda, il menù offre piatti pronti scaldati e preparazioni fredde, per una proposta che vuole stare al passo con qualsiasi altro bar della zona. «Non è il bar dell’oratorio», precisa Roberto. «Questo è un bar che vuole aprirsi al quartiere e alle persone che lo abitano». Nei prossimi mesi si pensa già a piccoli eventi, presentazioni, momenti di aggregazione per gli anziani del quartiere.