Il buio era calato il 5 agosto, quando un crollo ha ostruito l’accesso alla miniera di oro e rame di San José nel deserto di Atacama, in Chile.

   Era il 23 agosto quando 32 minatori cileni e uno boliviano sono stati rintracciati vivi in uno dei rifugi allestiti lungo le gallerie con provviste e ossigeno. Erano riusciti a mandare un messaggio attraverso la sonda calata a 700 metri di profondità: «Stiamo bene, tutti e 33 e siamo nel rifugio».

   Da quel momento un tubo li ha collegati con il mondo a mezzo di una telecamera e li ha riforniti di cibo e acqua, mentre il mondo attorno cercava una soluzione per salvarli. Le operazioni sono in corso, si risale al ritmo di un salvataggio ogni 50 minuti più o meno.

Pochi posti di lavoro danno un’idea di fatica e di buio come la miniera,
pochi danno quel senso di stare appesi alle viscere della terra in balia dei suoi capricci. Poche pagine danno l’idea di soffocamento che esce dalle cave di sabbia descritte da Giovanni Verga. Pensi ai cunicoli, alla fame di aria. Anche per questo non è facile immaginare i giorni, non uno o due, ma 68, dei 33 minatori rimasti in trappola nella pancia del Cile, a 622 metri sotto terra.

    C’era aria è vero, e un contatto con l’esterno, e questo qualcosa ci dice di quanto benedetta sappia essere talvolta la tecnologia vituperata, ma un conto è sapere che si potrebbe anche farcela- ammesso che tutto funzioni -, altro è crederci per 1.632 ore senza cominciare a morire. Ce la stanno facendo, anche se per gli ultimi le ore sono di più, serve un giorno e mezzo più o meno, per portarli in superficie tutti, a bordo di una sorta di gabbia cilindrica, calata apposta nella terra con tutti i rischi del caso.

    Mario Sepulveda, elettricista, 39 anni, ha raccontato così l’alternanza di disillusione e speranza in 68 giorni di buio: «Stavo con Dio e con il diavolo, però mi sono aggrappato alla mano di Dio e in nessun momento ho dubitato del fatto che Dio sarebbe venuto a salvarmi». Già perché se dubiti muori. Perché i fantasmi arrivano, anche per chi guarda: abbiamo imparato a conoscerla la speranza che si spegne, l’abbiamo imparato con Alfredino caduto nel pozzo e mai risalito, nonostante gli sforzi, con i marinai del sottomarino Kursk destinati a respirare tutto l’ossigeno rimasto in una lenta terribile agonia collettiva.

    Ecco questa, forse, nella tragedia di chi vive, è la novità che rende le miniere degli ultimi 30 anni diverse da quelle di Marcinelle, sono identiche nella tragedia, ma diverse perché sono di tutti, perché stanno sotto un gigantesco riflettore che scruta l’anima alla trivella che scava come alla gente che prova a sopravvivere. L’hanno capito anche loro là sotto che il rischio adesso è che si faccia spettacolo della salvezza, come lo si è fatto della tragedia, che la verità drammatica, violenta, misera della miniera diventi un reality, con il guardonismo deteriore che questo comporta, con il rischio di sviare l’attenzione dalla sostanza del problema.

    Mario Sepulveda l’ha detto chiaro, uscendo: «Non trattateci da star, siamo sempre Mario il minatore». Mario che chiede, vorrebbe e avrebbe diritto a una vita e a un lavoro a condizioni migliori, senza uscire di casa ogni volta con l’incubo di restare inghiottito per sempre dal buio. E con lui tutti i Mario del mondo.
Dopo due mesi sepolti vivi, i 33 minatori vengono portati alla superficie con una complessa operazione di salvataggio che ha tenuto incollate  alle Tv e ai siti di notizie su Internet milioni di persone in tutto il mondo:

Temperatura: 36 gradi (nella miniera San JosŠ), 8-18 (minima e massima in superficie)

Tragitto dal punto di arrivo della capsula Fenix 2 (una delle tre costruite) alla superficie: 622 metri

Tempo di risalita dei minatori: 15-20 minuti

Velocità della capsula Fenix: 1 metro al secondo

Numeri del tunnel di soccorso: primi 54 metri rivestiti con un tubo di acciaio; primi 100 metri piegati di 11 gradi rispetto al suolo

Larghezza del tunnel: 66-71 cm

Numeri della capsula: altezza (compresa riserva di ossigeno): 4,5 metri; larghezza della capsula: 55 cm; altezza abitacolo: 2,50 metri; peso: 450 kg

Giornalisti presenti: oltre 2.000

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Ecco le date principali della vicenda dei 33 uomini intrappolati da due mesi nella miniera San Jos‚ di oro e rame, nell'estremo nord del Cile.

5 agosto - Un crollo chiude l'accesso della miniera, dove ad una profondit… di 700 metri rimangono bloccati 33 minatori, tutti cileni tranne un boliviano.

8 agosto - Iniziano i lavori di perforazione per cercare di localizzare il punto dove si trovavano i minatori.

12 agosto - Il ministro delle risorse minerarie, Laurence Golborne, afferma che le possibilit… di trovare i minatori con vita sono poche.

19 agosto. Una delle sonde giunge a 726 metri di profondit… ma non riesce a trovare il luogo dove sono i minatori. Nell'area proseguono le perforazioni di altre otto sonde.

22 agosto - È il giorno del miracolo. All'alba una sonda giunta a quota -688 trasmette dei rumori che fanno pensare ai minatori. Poco dopo la sonda riporta un pezzo di carta scritta da uno di loro: 'Stiamo tutti bene nel rifugio, i 33«.

23 agosto. Si lavora a un condotto tramite il quale inviare ai minatori alimenti, medicine e quanto necessario alla loro sopravvivenza.

26 agosto - I 'mineros' fanno sapere che stanno tutti bene, ma le autorit… precisano: tempi lunghi per tirarli fuori.

31 agosto. Al lavoro la prima perforatrice che scava per cercare di raggiungere il gruppo. Una seconda trivella entra in azione il 5 settembre e la terza il 19 settembre.

1 settembre. Primo pasto caldo e solido per il gruppo: hamburger, riso e yogurt.

18 settembre - Tutto il Cile si stringe attorno ai minatori, in occasione della festa per il bicentenario dell'indipendenza dalla Spagna.

22 settembre - Sono pronte le tre capsule che verranno mandate in profondit… per riportare, uno ad uno, i 33 in superficie.

27 settembre - Familiari di 27 minatori chiedono un risarcimento alla societ… proprietaria del giacimento: un milione di dollari a testa.

1 ottobre - Le autorità anticipano i tempi previsti per il salvataggio. Si passa dai primi di novembre alla seconda met… di ottobre.

4 ottobre - Il presidente Sebastian Pinera si dice fiducioso che i 33 minatori possano essere riportati in superficie prima della metà di ottobre.

5 ottobre - Per il capo dei soccorsi potrebbero forse essere messi in salvo nel fine settimana.

6 ottobre - Si sono interrotti nel corso della notte i lavori di scavo dei pozzi per trarre in salvo i 33 minatori intrappolati da due mesi nella miniera di San Jos‚, all'estremo nord del Cile. Le trivelle hanno incontrato «roccia dura».

7 ottobre - Ripresi i lavori di scavo dopo l'interruzione, la trivella che sta avvicinandosi ai 33 lavoratori ed è a circa 90 metri da loro.

8 ottobre - Al 'Campamento Esperanzà è in programma durante la notte (ora cilena) una vigilia organizzata dai familiari dei minatori, in attesa dell'imminente arrivo di una perforatrice in azione da giorni nel punto in cui dovrebbe entrare in contatto con i 33 uomini intrappolati nella miniera di San Josè, nell'estremo nord del Cile.

9 ottobre, 12.40 (ora italiana) - È imminente il completamento della perforazione del pozzo per raggiungere il luogo dove si trovano intrappolati i 33 minatori cileni. La trivella si trova a meno di dieci metri.

9 ottobre, 14.04 (ora italiana) - Minatori raggiunti dalla trivella, familiari in festa. Sull'altura che sovrasta Campo Esperanza dove sventolano 32 bandiere cilene e una boliviana per l'unico minatore straniero.

10 ottobre - Inizia alla miniera San Josè la collocazione di tubi d'acciaio per rafforzare la parte iniziale del pozzo che arriva in fondo al giacimento dove si trovano i 33 minatori.

11 ottobre - L'operazione di salvataggio dei 33 minatori comincerà domani a mezzanotte, le 5 di mercoledì 13 in Italia.

12 ottobre - Sarà Florencio Avalos, 31 anni, il primo dei 33 minatori a tornare in superficie. il salvataggio dei 33 uomini intrappolati «durerà tra le 24 e le 48 ore, dipendendo dalla rapidità con la quale i minatori riusciranno a entrare nella capsula e dal fatto che la stessa non incontri ostacoli nella risalita.

13 ottobre - Cile, il primo minatore raggiunge la superficie: si tratta di Florencio Avalos, 31 anni, sposato e con due figli. Il suo arrivo in superficie, dopo quasi 70 giorni dotto la miniera, è stato accolto da grida di felicità. Il primo ad abbracciarlo è stato il figlio di 8 anni, poi il presidente cileno Sebastian Pinera. Ora si proseguirà con le operazioni di soccorso degli altri 32 operai.

14 ottobre - Con molte ore di anticipo sul previsto, alle 2,56 ora italiana esce anche il 33° minatore: Luis Urzua, il capo squadra, che aveva voluto risalire per ultimo nella capsula di salvataggio. Ad attenderlo il Presidente del Cile Sebastian Pinera.
Questi i 33 uominiintrappolati dallo scorso 5 agosto nella miniera cilena di SanJosè:

CLAUDIO ACUNA (44 anni). Era arrivato nella miniera tre giorni prima del crollo.

JUAN AGUILAR (46). Ha vent'anni di vita nel buio delle cave, ed ha visto in prima persona tanti incidenti e colleghi feriti.

OSMAN ARAYA (30). Da quattro mesi in miniera, ha mandato un emozionante video alla moglie.

SAMUEL AVALOS (43). Aveva lasciato il suo lavoro di venditore ambulante qualche settimana prima del crollo.

RENAN AVALOS (29). Fratello di Florencio. Entrambi sono attesi al 'Campamento Esperanzà da numerosi familiari.

LORENCIO AVALOS (31). È diplomato al liceo tecnico di Copiapò, la cittadina non lontana dalla miniera.

CARLOS BUGUENO (37). Prima faceva il guardiano di notte, lavoro che ha lasciato per guadagnare di più in miniera.

CARLOS BARRIOS (27). Ha disegnato una dettagliata mappa degli spazi occupati dai 33 nella miniera.

YONNI BARRIOS (50). È il 'medicò del gruppo, grazie all' esperienza fatta curando la vecchia madre malata di diabete.

RAUL BUSTOS (40). Qualche mese fa si era trasferito da Talcahuano, dove si trovava durante il terremoto dello scorso 27 febbraio in Cile.

PEDRO CORTEZ (24). È amico dell'infanzia di Carlos Bugueno, con il quale sta vivendo l'incubo di San Josè.

JORGE GALLEGILLOS (56). Una vita intera nei giacimenti, soffre d'ipertensione.

MARIO GOMEZ (63). Aveva 12 anni quando è entrato per la prima volta in una miniera. È il più anziano del gruppo.

JOSÈ HENRIQUEZ (56). 'Don Josè è cristiano evangelista, e fa da pastore al gruppo. Nel 1986 si salvò dalla morte durante il crollo in un'altra miniera cilena.

DANIEL HERRERA (37). Per anni ha lavorato da camionista e tassista. Era entrato in miniera sette mesi fa.

JUAN ILLANES (52). Ex militare, ha registrato un video diretto al presidente cileno Sebastian Pinera.

FRA NKLIN LOBOS (53). È il più conosciuto. Negli anni '80 è stato un affermato calciatore.

CARLOS MAMANI (23). L'unico straniero (è boliviano) del gruppo. Si è trasferito in Cile alla ricerca di una vita migliore.

JOSÈ OJEDA (56). Malato di diabete, ha scritto il breve testo con il quale il mondo ha saputo che il gruppo era sopravvissuto al crollo.

EDISON PENA (34). Aveva fatto sapere ai familiari che a San Josè c'erano seri problemi di sicurezza.

OMAR REYGADAS (56). È la terza volta che rimane intrappolato in una miniera.

PABLO ROJAS (45). È orgogliosissimo di suo figlio, iscritto al secondo anno di medicina.

ESTEBAN ROJAS (44). Ha promesso alla sua compagna, con la quale convive da 25 anni, che appena esce dalla miniera si sposa.

JIMMY SANCHEZ (19). È il più giovane dei 33.

DARIO SEGOVIA (48). Ha iniziato a scendere nelle profondità delle cave quando aveva 8 anni, quando accompagnava il padre, anch'egli minatore.

VICTOR SEGOVIA (48). Conosce le 'minas' dai 17 anni. È lo 'scrittorè del gruppo: prende appunti su tutto quanto succede in miniera.

MARIO SEPULVEDA (39). Ex dirigente sindacale, è conosciuto come uno dei più estroversi del gruppo.

ARIEL TICONA (29). Sua moglie Elisabeth, ha avuto una bambina lo scorso 14 settembre. Lui ha potuto vedere su un video le immagini della piccola.

LUIS URZUA (54). Capo-turno nella cava, è il leader del gruppo, capace di mantenere l'ordine e la disciplina.

ALEX VEGA (31). Prima del crollo aveva più volte raccontato ai familiari che nella miniera dal tetto spesso cadeva acqua.

RICHARD VILLAREAL (23). Ai suoi aveva sempre raccontato che lavorava da meccanico, non in miniera.

VICTOR ZAMORA (39). Il giorno del crollo non doveva essere in miniera, dove si era recato per riparare un macchinario.

CLAUDIO YANES (34). Anch'egli, come Esteban Rojas, ha promesso alla sua compagna che appena l'incubo della miniera sarà finito la sposerà.