Per cambiare le abitudini non servono soltanto divieti, serve anche un piccolo incoraggiamento o meglio ancora una ricompensa. È l'idea alla base di Pedala, Firenze ti premia, il progetto con cui il Comune fiorentino prova a convincere i cittadini a lasciare più spesso l'auto in garage e a scegliere la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani.

La sperimentazione, partita nel 2024, ha già prodotto numeri tutt'altro che simbolici: oltre quattro milioni di chilometri percorsi in bicicletta e più di 640 mila chili di anidride carbonica risparmiati. Quasi 3 mila persone sono state coinvolte nella precedente fase dell'iniziativa, con circa 470 mila euro di contributi maturati.

Ora il progetto cambia passo. Non c'è più bisogno del dispositivo da applicare alla bicicletta: il monitoraggio degli spostamenti passa attraverso l'app comunale IF. Possono aderire i maggiorenni residenti o domiciliati a Firenze e nei Comuni dell'agglomerato fiorentino che utilizzano la bici per gli spostamenti legati al lavoro o allo studio. Il meccanismo assegna punti in base ai tragitti e ai chilometri percorsi, trasformandoli in un incentivo economico. Il tetto può arrivare a 30 euro al mese. E ogni mese vengono premiati anche i 200 partecipanti più virtuosi, con riconoscimenti che vanno dai 20 ai 100 euro.

È un modo intelligente per affrontare una questione che nelle nostre città diventa spesso una guerra culturale prima ancora che una questione di mobilità. C'è chi considera la bicicletta una scelta naturale e chi, appena compare una pista ciclabile, sente minacciato il proprio diritto a spostarsi in automobile. Il risultato è che il confronto si trasforma facilmente in una contrapposizione: automobilisti contro ciclisti, ciclisti contro automobilisti. Forse sarebbe il caso di cambiare prospettiva.

Chi usa la bicicletta per andare al lavoro, non sta facendo un dispetto a chi guida. Sta compiendo una scelta che può significare una macchina in meno nel traffico, meno rumore, meno emissioni e, in molti casi, anche meno tempo trascorso imbottigliati. Il Comune di Firenze ha scelto di riconoscere economicamente questa scelta, invece di limitarsi a chiedere ai cittadini un sacrificio in nome dell'ambiente.

Pedala, Firenze ti premia sarebbe una bella iniziativa da replicare in altre città italiane, soprattutto là dove la bicicletta è ancora mal sopportata, dove le piste ciclabili vengono percepite come un ostacolo e dove ogni cambiamento della viabilità rischia di diventare motivo di scontro. Non necessariamente con lo stesso sistema o con le stesse cifre, ma con la stessa filosofia: se chiediamo alle persone di modificare comportamenti radicati, dobbiamo anche metterle nelle condizioni di farlo e, quando possibile, riconoscere il valore della loro scelta.

Naturalmente un incentivo non basta. Una città che vuole davvero favorire la bicicletta deve garantire percorsi sicuri, collegamenti continui, parcheggi adeguati e rispetto reciproco tra chi condivide la strada. Altrimenti il rischio è premiare qualcuno perché pedala e poi lasciarlo solo nel traffico. Ma il principio resta valido. Le buone politiche pubbliche non sono soltanto quelle che proibiscono: sono quelle che rendono più facile scegliere il bene comune.