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Lo stabilimento "el pedocìn" a Trieste, con il muro che separa il settore uomini dal settore donne (Fonte: Discover Trieste)
A Triste c’è uno stabilimento balneare comunale con due zone separate, una per gli uomini e una per donne. Si chiama “Alla Lanterna” e sabato 20 giugno è stato teatro di un parapiglia fra due turisti e una bagnante triestina. Al centro del contendere, come riportato dal quotidiano triestino Piccolo, lo sconfinamento della turista nel “settore uomini”, in barba alla regole della struttura. Alla richiesta di rispettare la divisione, la coppia di turisti si sarebbe lasciata andare a duri commenti e improperi: «Vivete nel Medioevo. La vostra città non è italiana, ma una città di buzzurri sessisti che ancora divide la spiaggia tra uomini e donne, questa è una discriminazione di genere... vergognatevi».
Discriminazione o tutela, sessismo o massima forma di relax? L’episodio apre un dibattito sulle dinamiche sociali e di utilizzo degli spazi, accendendo la luce anche sui cosiddetti safe space, i posti dove sentirsi emotivamente e fisicamente al sicuro. Ma per cogliere almeno un poco l’eco di questo episodio bisogna innanzitutto conoscere la filosofia del luogo. Altrimenti il rischio è di dirigersi verso questo “bagno asciuga” con le categorie mentali che applicheremmo a qualsiasi altro ragionamento.
L’ULTIMO BASTIONE BALNEARE D’EUROPA


I triestini lo chiamano semplicemente "el pedocìn", anche se all’anagrafe – dicevamo – fa appunto “Alla Lanterna”. Si tratta di uno stabilimento comunale «composto da due zone distinte e separate: una per le donne e i bambini sino ai 12 anni di età, l'altra per gli uomini», si legge su DiscoverTrieste, il portale delle informazioni turistiche del Comune di Trieste. A separare i due settori, un alto muro che finisce direttamente in acqua. In pratica el pedoncìn è l’unica spiaggia in Europa in cui uomini e donne hanno spazi distinti. Il muro, alto tre metri, risale a inizio Novecento e all’esigenza dell'Impero Austro-Ungarico di garantire il “decoro”. Siamo, per intenderci, nell’epoca dell’imperatore Francesco Giuseppe, sua maestà Imperiale e reale apostolica.
ERESIA O SAFE PLACE?
Donne e uomini divisi da un muro, quindi. Un'eresia per il politicamente corretto del 2026? Oggi – racconta chi c’è stata – per tante donne quel muro non è una prigione, ma una liberazione. È lo spazio dove ci si sente libere dai giudizi, serene per quel che si è e come ci si presenta quel giorno.


Nell’agosto 2023 proprio al Pedocìn si svolse una manifestazione di solidarietà verso alcune donne musulmane criticate per essere entrate in acqua con il burkini: un bagno vestite organizzato dai Verdi Trieste, un flash mob in acqua per dire che «il mare è di tutte noi, abbigliate o meno, come ci pare e piace, in piena libertà nel vero senso della parola».
STESSA SPIAGGIA STESSO MARE
Dalla costruzione del separè sono passati ben più di cento anni. Nel mentre la spiaggia non è mai stata stata toccata. El pedoncìn è allora, a modo suo, il più antico e funzionante esperimento di safe space d'Europa? E come la vivranno gli uomini, sarà ugualmente una situazione di comfort? La domanda è aperta, il dibattito può continuare. In spiaggia, certamente, ma non solo.





