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Ci siamo quasi. L’appuntamento per il cambio d’ora è fissato nella notte fra sabato 24 ottobre e domenica 25. Si chiude il ciclo dell’ora legale per accogliere quello dell’ora solare. Lo so, qualcuno di voi storcerà il naso, ma niente arriva solo per nuocere. Perciò sposteremo le lancette dell’orologio un’ora indietro e daremo inizio a una nuova fase della vita. Come prevedibile farà buio prima e questo rimodellerà le nostre abitudini, almeno fino alla fine di marzo 2027.
Il meccanismo del cambio dell’ora nasce per esigenze di ottimizzazione energetica. L’ora legale, infatti, consente di allineare meglio le attività umane con la luce solare durante la primavera e l’estate, ritardando l’accensione delle luci artificiali e riducendo i consumi di energia elettrica. Secondo gli esperti del settore elettrico, il risparmio in un anno in termini di consumi ha generato un valore economico stimato in circa 2,3 miliardi di euro. Non è poco a ben vedere. Tuttavia, il dibattito sull’abolizione del cambio d’ora è quanto mai forte, visto che chi lo richiede assicura che la diffusione delle tecnologie a basso consumo, l’uso intensivo di condizionatori in estate (ora più che mai necessari visto il cambio climatico) e l’aumento delle fonti rinnovabili hanno reso il risparmio energetico meno impattante rispetto al passato. Al momento l’Italia – e con essa altri Paesi – hanno scelto di mantenere attivo questo sistema attuale per garantire l’alternanza tra ritmi naturali e lavorativi.
Di certo c’è che il cambio dell’ora non è un evento trascurabile per il nostro corpo. Tra i tanti disagi visibili vi sono: alterazione del ritmo sonno-veglia, difficoltà ad addormentarsi, sonnolenza, calo dell’attenzione, irritabilità, sbalzi d’umore e altro. La causa risiede nello sbandamento del nostro ritmo circadiano, regolato proprio dall’alternanza luce/buio. Secondo gli esperti, per aiutare l’organismo ad adattarsi più velocemente esistono strategie mirate, come posticipare o anticipare leggermente l’orario dei pasti e del sonno nei giorni precedenti il cambio, per abituarsi gradualmente. Utile anche preferire a pranzo carboidrati complessi, ovvero pasta, riso, pane, meglio se integrali, che favoriscono la sintesi di serotonina, utile al buonumore. La cena, invece, dovrebbe essere leggera e proteica, con pesce, carni bianche e legumi. Niente alcol e cibi pesanti. Niente tablet a letto almeno un’ora prima di coricarsi. La luce blu dei dispositivi inibisce il rilascio di melatonina, peggiorando l’insonnia (ma questo vale per tutto l’anno). Per finire, un occhio di riguardo all’attività fisica, se fatta regolarmente contrasta l’apatia autunnale.
Alla fine, se ci fate caso, sono regole che valgono anche per il buon vivere in generale. Perché sì, darà anche fastidio quel cambio dell’ora che ci obbligherà a cambiare le nostre abitudini, per esempio non far tardi la sera come ad agosto e a stare più in casa e meno in giro a zonzo. Però c’è gioia anche nel pensarci su un divano, mentre fuori piove (e speriamo che accada, soprattutto per il bene dell’agricoltura), a leggere un buon libro o guardare un film in televisione. E quando farà buio già alle cinque del pomeriggio ci verrà voglia di invitare gli amici e chiacchierare più a lungo. Dipende da noi il verso delle giornate. L’ora solare diventa semplicemente un dettaglio.





