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Uguaglianza come base di democrazia sostanziale, concreta, in cui tutti possano avere accesso a diritti e opportunità. E in questo, i giovani sono dei grandissimi alleati. Lo certifica il progetto “Per una società senza disuguaglianze”, il cui bilancio conclusivo ha preceduto a Roma, negli spazi delle Industrie fluviali, la XXXII edizione del Premio del volontariato internazionale di Focsiv, la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana.
“Per una società senza disuguaglianze” si è rivolto ai giovani da Nord a Sud nel nostro Paese, "ancora attraversato da disparità forti, innescate da dinamiche economiche, culturali, sociali, di genere, razziali", sottolinea il referente di Focsiv per il progetto, Primo Di Blasio.


Durato 18 mesi, l'intervento ha previsto laboratori e attività con gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e gruppi giovanili, per un totale di oltre 400 ragazzi coinvolti e sensibilizzati sui temi delle disparità e su come provare a superarle. "I giovani ci hanno stupito" continua Di Blasio. "Hanno citato delle disuguaglianze a cui non avevamo pensato, come il tema del bullismo. Vanno accompagnati, e sostenuti. Bisogna credere in loro". Lo conferma Chiara Fusari, della onlus Movimento Shalom, capofila del progetto realizzato in collaborazione con Caritas e tante associazioni radicate nei territori. Fusari descrive il doposcuola tenuto con bambini e adolescenti in un comune della Toscana, "eterogeneo per età e contesti socio-economici d'origine". Tramite giochi e attività "tutti sono stati incoraggiati a condividere esperienze quotidiane per far emergere le loro esigenze".
Tra le iniziative anche una sorta di "gioco dell'oca umano": "C'è chi resta fermo nella propria casella vedendo altri avanzare", spiega la referente del Movimento Shalom. "Ma per muoversi serve collaborazione, e così si traducono concetti astratti in comprensione pratica". Fuori dall'aula, poi, "gli allievi hanno organizzato una spesa collettiva da donare all'emporio Caritas", dove hanno incontrato "bisogni e volti delle persone che lo frequentano".
La centralità dei giovani come motore di cambiamento emerge anche nella scelta della vincitrice del premio "Scatti contro le disuguaglianze” 2025, conferito a Deianira Bedini. Vent'anni, originaria di Pisa, dove frequenta la facoltà di Psicologia, Bedini ha ritratto sette persone sedute su sedie colorate mentre guardano il mare al tramonto, le spalle rivolte all'osservatore. Sei di loro parlano, ridono, si scattano un selfie. La settima invece scruta l'orizzonte, silenziosa. Spiega Bedini: "Mi piace molto la street photography e un giorno, mentre ero in vacanza a Nizza, ho notato queste persone sedute l'una accanto all'altra. Il rosa omogeneo del cielo mi ha ispirata. Nei miei viaggi mi piace cogliere le diversità nei modi di vivere e di pensare della gente".
Ai giovani il potere di leggere e cambiare il mondo, quindi, insieme alla forza di rivendicare la giustizia sociale internazionale. Un valore in cui credeva fermamente Nino Santomartino. Scomparso a luglio scorso, il vicepresidente di Focsiv e Aoi, direttore creativo di Idea Comunicazione e figura centrale del Terzo settore è stato ricordato da tanti colleghi e amici nel corso della giornata. A lui è stato dedicato il Premio Focsiv per il volontariato internazionale, giunto alla XXXII edizione.
"Era un uomo giusto, un amico sincero" dice Ivana Borsotto, presidente di Focsiv, che parla di una vita spesa per rendere "l'essenziale visibile", senza mai lasciare indietro nessuno.
Le fa eco Giovanni Lattanzi, presidente dell'Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi): "Ci teneva che la cooperazione uscisse dalla nicchia affinché la gente conoscesse ciò che facciamo, arrivando alle nuove generazioni".
"Assertività, coerenza, gentilezza e leggerezza" sono i quattro aggettivi che la moglie di Santomartino, Rossella De Rosa, sceglie per descriverlo. De Rosa, che con la figlia Francesca ha ritirato il premio, ha raccolto i pensieri di chi ha conosciuto Santomartino nel libro Nino. "La vita accanto a Nino è stata una musica" dice. "È riuscito a unire mondi diversi, tra comunicazione e terzo settore, cooperazione, volontariato, per creare relazioni condivise affinché tutti fossero amici".


Dall'incontro emerge dunque l'impegno a istituire già a partire dal 2026 un premio in memoria di Santomartino rivolto proprio a quei giovani in cui Nino tanto credeva: "Nelle prossime settimane costituiremo il gruppo promotore", annuncia Mario Mancini, presidente dell'ong Progettomondo.
Media partner del Premio per il volontariato internazionale Focsiv, oltre a Famiglia Cristiana, anche l'agenzia di stampa Dire e il quotidiano Avvenire.




