«Il Ddl approvato alla Camera e concordato dalla segretaria del partito Democratico Elly Schlein e dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni propone la modifica della norma del reato di violenza sessuale in attuazione degli obblighi internazionali ( convenzione di Istanbul, Comitato CEDAW e giurisprudenza CEDU) che richiedono che il reato di violenza sessuale sia previsto sempre quando manchi il consenso della persona offesa. Un assenso che deve essere libero e attuale così come già affermato da oltre 10 anni dalla Corte di Cassazione in conformità ai principi internazionali». La giurista Maria Teresa Manente, responsabile dell’ufficio legale della rete nazionale Differenza Donna, sintetizza così la nuova legge approvata alla Camera all’unanimità il 19 novembre scorso e ora in discussione al Senato.

Com’è possibile rendere riconoscibile il consenso?
«Deve essere manifestato liberamente, deve essere esplicito e valutato come dice la Convenzione di Istanbul e come afferma da anni la Cassazione, in relazione al contesto in cui è prestato (ad. es. una donna maltrattata che presta la sua approvazione al rapporto sessuale non sta esprimendo un consenso libero, così come una donna che lo presta sapendo che l'uomo è in possesso di una pistola). La proposta della Bongiorno è inaccettabile perché aggiungere l'aggettivo "riconoscibile" al consenso significa non tener conto delle ragioni e delle cause culturali sottese a questo tipo di violenza: infatti, la violenza sessuale non ha nulla a che vedere con un rapporto sessuale ma è un atto di dominio e di esercizio di potere sul corpo di una donna che viene utilizzato e annullato e pertanto non può mai diventare oggetto di equivoco o fraintendimenti».

Maria Teresa Manente, giurista e responsabile dell'ufficio legale della rete nazionale Differenza Donna

Quindi aggiungere l'aggettivo "riconoscibile" a consenso indebolisce la posizione della vittima?
«Fa ricadere ancora una volta la responsabilità dell'atto sulla donna che dovrà provare di aver espresso il proprio consenso con chiarezza e reiterazione anche in situazioni in cui si paralizza per la paura di essere uccisa o di ritorsione o nei casi in cui non può esprimere un valido consenso per stato di ubriachezza.
Sfido qualsiasi uomo che vuole avere un rapporto sessuale con una donna ad affermare che non sa percepire se quella donna è consenziente o no , diversamente quell'uomo starà compiendo un atto di potere, annullando la volontà e la libertà della persona che ha di fronte. NON POSSIAMO FARE PASSI INDIETRO. Ogni atto sessuale compiuto senza il consenso libero e attuale è reato di violenza sessuale».