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In tante regioni del mondo nascere bambina è ancora una sfida enorme. Sono quasi 90 milioni – ovvero una su cinque a livello globale – le bambine e le adolescenti di età compresa tra i 10 e i 17 anni che vivono in zone di conflitto con impatti devastanti sul loro benessere fisico e mentale, sullla loro crescita, sulla loro istruzione e sulle loro opportunità di costruirsi un futuro sereno. pe le ragazzine che vivono nei territori colpiti da guerre e instabilità politiche, è ancora altissimo il rischio di finire imprigionate in matrimoni forzati e precoci.
È quanto emerge dal "Rapporto annuale globale sull'infanzia: Ragazze in prima linea" di Save the Children, pubblicato in occasione del decimo anniversario della Giornata internazionale delle ragazze, che ricorre oggi 11 ottobre. Nel 2021 il rischio di violenze di genere è stato classificato come grave o estremo nel 95% delle crisi umanitarie. Se le bambine che vivono nell'Asia orientale e nel Pacifico, in America Latina e nei Caraibi e nell'Asia meridionale sono le più esposte al rischio di matrimonio precoce legato ai conflitti, l'Africa occidentale e centrale - una regione colpita da conflitti ed emergenze climatiche, che causano povertà e scarsità di cibo – ne registra i tassi più alti al mondo. Attualmente il Paese con il numero più elevato di matrimoni precoci al mondo è la Nigeria, nonostante la legge vieti questa pratica.
Sebbene tra il 2008 e il 2018 25 milioni di matrimoni infantili siano stati prevenuti, stando ai dai dell'Unicef, la pandemia globale del Covid-19 continua a produrre conseguenze devastanti sulla disuguaglianza di genere che, secondo le proiezioni, spingeranno 10 milioni di ragazzine in più a contrarre un matrimonio entro il 2030.
Mettere al bando il matrimonio precoce significa proteggere e promuovere i diritti, la salute, il benessere, l'autonomia, il futuro delle bambine, minacciati da norme patriarcali legate a situazioni di povertà mancanza di sviluppo. In occasione del decimo anniversario della Giornata internazionale delle ragazze Save the children lancia un appello ai Governi del mondo con una serie di raccomandazioni per porre fine alla pratica del matrimonio forzato e precoce (uno degli Obiettivi del millennio da raggiungere entro il 2030), fra le quali: aumentare i finanziamenti per affrontare la violenza di genere contro le ragazze, invesitre nel potenziamento delle iniziative per porre fine al matrimonio infantile, sviluppare pienamente i piani di azione nazionali contro questa pratica.
(Foto Reuters sopra: ragazze fuggite da matrimoni forzati accolte in un centro di accoglienza di suore cattoliche in Burkina Faso)



