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Il Presidente Sergio Mattarella consegna l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Repubblica Italiana a Mauro Glorioso, conferita motu proprio Roma, 3 Marzo 2026. ANSA
Per raccontare la storia di Mauro Glorioso bisogna partire dalla tragica notte che gli ha cambiato la vita per sempre. È il 20 gennaio 2023, un venerdì sera che, per uno studente universitario, significa soprattutto una cosa: uscire con gli amici e concedersi qualche ora di spensieratezza. A maggior ragione in una città come Torino, dove la vita notturna degli universitari è sempre vivace.
Mauro non è nato nel capoluogo piemontese. A Torino è arrivato da Palermo, la sua città natale, per inseguire un sogno: diventare chirurgo. Il ragazzo è un normale fuorisede: tra una chiacchiera con i coinquilini e un salto in biblioteca per preparare gli esami della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Torino, riesce a costruirsi una vita sociale che gli fa percepire la città della Mole come una seconda casa.


Arriviamo così alla notte tra venerdì 20 e sabato 21 gennaio 2023. Mauro è con alcuni amici ai Murazzi di Torino, uno dei luoghi simbolo della movida sul lungo Po, scelto da molti universitari per svagarsi dopo una settimana di studio.
Quella sera, nella zona, si aggirano anche dei ragazzi che gironzolano senza una meta precisa. Un obiettivo, però, ce l’hanno: cercare qualcosa che possa destarli dalla noia di un venerdì sera. Sono in cinque, hanno tra i 15 e i 18 anni. È quella che spesso viene chiamata “età della stupidera”, il tempo delle bravate. Ma ci sono errori che fanno parte della crescita – come la prima volta che si alza il gomito o una sigaretta di nascosto – e gesti che, in un attimo, possono spezzare il futuro di qualcun altro.
I ragazzi arrivano al parapetto di Lungo Po Cadorna. Lì notano una bici elettrica a noleggio (che pesa più di venti chili) e decidono di lanciarla nel vuoto, pur sapendo che sotto, sul lungo fiume, stanno passando diverse persone. La bici termina la sua parabola addosso a Mauro, che non ha il tempo di capire, né di reagire: viene colpito violentemente al collo e alla schiena. In quell’istante la sua vita cambia per sempre. Da qui comincia il suo calvario, ma anche il percorso che lo porterà a una sorprendente rinascita. L’impatto provoca la frattura delle vertebre cervicali e una lesione midollare completa. Mauro viene trasportato d’urgenza al CTO di Torino, dove subisce un intervento immediato. Seguiranno mesi in terapia intensiva, prima del trasferimento all’Unità Spinale.
La diagnosi è durissima: Mauro perde l’uso delle gambe e ha una funzionalità molto limitata delle braccia. Per continuare a studiare, deve imparare a usare puntatori oculari, software a comando vocale e sistemi di domotica assistita. Ma Mauro è l’esempio vivente di resilienza. Non si arrende: la sua vita è irrimediabilmente cambiata, ma il suo sogno è ancora intatto.


Il 6 novembre 2025 è la data del riscatto: Mauro discute la tesi ed è ufficialmente un medico. Durante la proclamazione, il Rettore sottolinea che Mauro rappresenta «la miglior risposta che la società civile può dare alla barbarie».
Ieri, 3 marzo 2026, questa risposta ha ricevuto la firma più prestigiosa. Mauro Glorioso è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lo ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Non è solo un titolo onorifico, ma il riconoscimento ufficiale di un intero Paese a un giovane che, di fronte alla violenza più cieca e assurda, ha risposto con la forza dello studio, della dignità e della vita. Da ieri Mauro non è solo un medico, ma un simbolo di speranza per l'Italia intera: il Cavaliere che ha sconfitto il buio dei Murazzi.








