A fine maggio è stato inaugurato in Toscana un innovativo servizio per parenti e caregivers di persone con problemi di salute mentale: si tratta dello Sportello infermieristico di ascolto presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Figline, gestito direttamente da personale infermieristico. Il servizio si avvia con una certa gradualità, solo su appuntamento, ogni venerdì mattina dalle 10.30 alle 12.00, ma pur con tempi limitati, esso costituisce una interessante novità, nel panorama nazionale, prima di tutto perché è stato ideato proprio dai professionisti sanitari dei reparti (soprattutto il personale infermieristico), a segnalare che il tema della salute mentale e la cura di persone con problemi psichiatrici riguarda non solo gli specialistici, ma presuppone un ruolo esplicito, un coinvolgimento e un dialogo efficace degli operatori anche con la rete familiare.

Un ulteriore elemento di interesse riguarda il “semplice” fatto di aver riportato all’attenzione del dibattito pubblico il tema della salute mentale a partire da una strategia positiva di cura, e non da drammatici episodi di cronaca, spesso mal raccontati come fatti di cronaca nera, anziché come esempi di quanto sia cruciale non lasciare da solo chi ha problemi di salute mentale, né tanto meno le famiglie. A volte basta solo la notizia che c’è qualcuno disposto ad ascoltarti, per sostenerti nella fatica di caregiving quotidiano certamente impegnativo e spesso sfibrante. Non dimentichiamo che i caregivers familiari, e non solo per la salute mentale, sono milioni in Italia (stime recenti parlano di sette milioni di caregivers in vario modo coinvolti), soprattutto donne – ma non solo - , e con una grande variabilità di età: possono essere genitori anziani che seguono il proprio figlio adulto, o fratelli, adulti o anche più giovani, di una persona con problemi mentali, o nipoti di nonni molto anziani e fragili sia fisicamente che psichicamente.

Non dimentichiamo poi, da ultimo, che come ricordava anche il Report Cisf 2025 – Il fragile domani (San Paolo), i servizi per la salute mentale hanno oggi in carico circa 800.000 persone, una cifra ben al di sotto della quantità di persone che potrebbero averne bisogno. I servizi sono quindi sovraccarichi e appesantiti da liste di attesa spesso molto lunghe, e il ruolo delle famiglie diventa così ancora più decisivo e insostituibile. Bene hanno fatto quindi, in Toscana, ad aprire uno sportello di aiuto per chi si cura dei propri cari, perché sicuramente, e non solo una volta, ogni caregiver si sarà anche domandato, a fine giornata: “Io mi curo volentieri del mio familiare, ma chi si prende cura di me?”.

* direttore Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)