Dal territorio all’Europa, passando per il valore della solidarietà e della partecipazione. È questo il senso dell’iniziativa ospitata nei giorni scorsi al Parlamento europeo, dove l’eurodeputata Lara Magoni ha accolto una delegazione bergamasca per raccontare l’esperienza della Festa Bikers di Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, realtà capace di coniugare passione, comunità e impegno sociale.

Un’occasione per portare a Bruxelles una testimonianza nata in provincia e cresciuta negli anni fino a diventare un punto di riferimento per il volontariato e la solidarietà. «Per me è un grande onore presentare questa realtà», ha esordito Magoni, «qui a Bruxelles rappresentiamo tutti gli italiani e poter portare esperienze come questa significa mostrare ciò che accade davvero nei nostri territori». E ancora: «È la possibilità di far vedere all’Europa quello che viene fatto a Bergamo, un territorio ricco di associazioni e persone straordinarie».

Accanto all’eurodeputata, il fondatore della manifestazione, Fausto Fratelli, ha ripercorso le origini della Festa Bikers e la sua crescita nel tempo, senza mai perdere la dimensione originaria di servizio. «Siamo partiti seduti a un tavolo di plastica di un bar. Poi abbiamo preso coscienza della responsabilità e la cosa si è fatta sempre più importante».

Un percorso che si è consolidato mantenendo fermo un principio: la solidarietà. «Abbiamo sempre chiarito una cosa: Festa Bikers è nata per fare beneficenza e così resterà. Uniamo il divertimento alla solidarietà e aiutiamo diverse associazioni». Numeri che raccontano una realtà ormai strutturata: «Nell’ultima edizione abbiamo sostenuto 22 associazioni e in questi 29 anni raccolto oltre mezzo milione di euro».

Dietro il successo dell’iniziativa, una macchina organizzativa composta da decine e decine di volontari. «Non sono solo io», ha spiegato Fratelli, «il direttivo è composto da dieci persone. Abbiamo costruito un telaio organizzativo con le persone giuste per gestire tutto quello che facciamo». E soprattutto una comunità ampia e attiva: «Arriviamo a essere circa 300 volontari durante l’evento. Prima e dopo siamo una quarantina, ma durante la festa lavoriamo tutti insieme».

Una rete di persone che mette a disposizione tempo e competenze, spesso al di fuori della propria professione quotidiana: «Ognuno ha il proprio mestiere: elettricisti, muratori, piastrellisti, impiegati. Poi durante la festa che si tiene ad agosto ci si reinventa: chi normalmente sta in ufficio magari è in cucina a cucinare per migliaia di persone».

Il cuore dell’esperienza resta però il valore umano e relazionale: «Non ci viene imposto», ha sottolineato Fratelli, «ci viene spontaneo. Lo facciamo perché si fa del bene. Questa semplicità è diventata un valore che abbiamo trasmesso anche ai nostri figli». E ancora: «Non andiamo in ferie, ma per noi è naturale. Si crea una famiglia, stiamo insieme dalla mattina alla sera».

Un “cantiere sociale” che ogni estate prende forma a Cologno al Serio: «La preparazione dura circa venti giorni, poi sei giorni di festa e altri giorni per smontare. Costruiamo un villaggio su un’area di oltre 50mila metri quadri, con ristoranti, birrerie, spazi per artisti e moto custom».

Negli anni, non sono mancate anche incomprensioni o critiche dall’esterno. «Qualcuno ci ha anche criticato, ci ha dato degli stupidi: “possibile che sacrificate un mese per la Festa Bikers?”. Sì, è vero, non andiamo in ferie, ma per noi è naturale. Si crea una famiglia, stiamo insieme dalla mattina alla sera».

Un aspetto che ha trovato riscontro anche nelle parole di chi, sul territorio, beneficia concretamente delle attività solidali. Nazzareno Angeli, dell’Associazione Cure Palliative di Bergamo, ha sottolineato il valore della collaborazione costruita nel tempo: «Ci sono valori che uniscono la loro realtà e la nostra: l’amore, la famiglia, l’amicizia, l’essere presenti per chi è meno fortunato».

Un rapporto consolidato negli anni: «Collaboriamo con loro da anni, c’è una stima reciproca che nasce già dal dottor Minetti, che elogiava la loro determinazione». E ancora: «Quello che fanno arriva davvero alle persone. Le donazioni diventano aiuto concreto per i nostri assistiti, anche attraverso attività come pet therapy e musicoterapia».

La dimensione comunitaria, per Angeli, si traduce anche in partecipazione diretta: «Alcuni pazienti e volontari partecipano alla festa, altri la seguono attraverso il nostro notiziario. È un legame forte, basato su stima e rispetto. Quando si semina bene, si raccoglie bene».

A chiudere il racconto, ancora Fausto Fratelli, con una sintesi del significato più profondo dell’esperienza: «Non ci diamo obiettivi economici, perché il progetto è più grande. Festa Bikers è coinvolgimento: le associazioni partecipano, lavorano con noi, si mettono in gioco. È una valvola di sfogo ma anche un modo per fare del bene agli altri. Siamo orgogliosi soprattutto dei legami che abbiamo costruito. Coinvolgiamo famiglie intere, dai nonni ai figli. Da soli faremmo poco, ma insieme riusciamo a fare tanto. È questo il vero valore della Festa Bikers: la comunità».