Cosa rimane dell’identità di una persona quando la violenza ha cercato di cancellarla? E come si può tornare a raccontare la propria vita dopo un’esperienza di tortura? A queste domande prova a rispondere Restano i fiori – L’identità che sopravvive alla tortura, il progetto multimediale della fotografa e giornalista Valentina Tamborra, realizzato per Medici Senza Frontiere (MSF). La mostra sarà ospitata alle Officine Bellotti di Palermo, dal 30 settembre all’11 ottobre, e nasce dall’incontro con le persone migranti e rifugiate seguite dal progetto interdisciplinare di MSF nel capoluogo siciliano. Il percorso mette al centro non la tortura ma le persone che l’hanno attraversata e ciò che rimane dopo la violenza. Fotografie, video, immagini Instax, testi scritti e tracce audio compongono un mosaico nel quale i pazienti diventano protagonisti della propria storia, raccontando ricordi, legami, perdite, momenti di dolore e di gioia.

Un'altra immagine della mostra
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Una linea della vita per ritrovare la propria storia

Alla base del progetto c’è la Narrative Exposure Therapy (NET), una metodologia psicoterapeutica utilizzata per aiutare chi ha vissuto traumi a elaborare e integrare i ricordi e a ricostruire un senso di continuità nella propria storia. Il punto di partenza è una linea che rappresenta la vita della persona. Lungo questo filo vengono collocati sassi, fiori e candele: i sassi indicano gli episodi dolorosi, i fiori i momenti di gioia, le candele le persone amate e perdute. È da questo lavoro che prende forma anche il linguaggio della mostra. Tamborra raccoglie immagini e parole senza ridurre le persone al trauma che hanno subito. Al contrario, prova a restituire loro un’identità più ampia, fatta anche di affetti, desideri, ricordi e futuro.

Chi è l’autrice

Valentina Tamborra è fotografa e giornalista e lavora soprattutto nel campo del reportage e del ritratto, unendo nel suo lavoro fotografia e scrittura. Nel corso degli anni ha raccontato persone, territori e situazioni di marginalità, collaborando con organizzazioni non governative ed enti italiani e internazionali. Tra le realtà con cui ha lavorato ci sono Medici Senza Frontiere, AMREF, Albero della Vita, Emergenza Sorrisi e Croce Rossa Italiana. I suoi progetti sono stati esposti in diverse città italiane e pubblicati da numerose testate nazionali. Il suo lavoro nasce spesso dall'incontro diretto con le persone che fotografa. Non soltanto immagini, dunque, ma storie da ascoltare e restituire attraverso una combinazione di fotografie, parole e, quando il progetto lo richiede, altri linguaggi. Tamborra è anche docente di fotografia all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Con Restano i fiori porta questo approccio dentro un percorso particolarmente delicato: raccontare chi è sopravvissuto alla tortura senza lasciare che quella violenza diventi l'unica definizione possibile della sua vita.

Il progetto di MSF a Palermo

La mostra nasce dalla collaborazione con il progetto interdisciplinare che Medici Senza Frontiere porta avanti a Palermo insieme all’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone, all’Università degli Studi di Palermo, al Dipartimento Pro.Mi.Se e alla Clinica Legale per i Diritti Umani (CLEDU). L’obiettivo è offrire assistenza e percorsi di riabilitazione alle persone migranti e rifugiate sopravvissute a torture e trattamenti degradanti, mettendo insieme competenze mediche, psicologiche e sociali. MSF è un’organizzazione medico-umanitaria internazionale indipendente, nata nel 1971 dall’iniziativa di medici e giornalisti. Oggi interviene in più di 70 Paesi per portare assistenza sanitaria a persone colpite da conflitti, violenze, epidemie, disastri naturali o escluse dall’accesso alle cure. Nel 1999 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace. A Palermo, il lavoro con le persone sopravvissute alla tortura comprende anche la possibilità di affrontare le conseguenze psicologiche del trauma. «Restano i fiori» nasce dentro questo percorso e lo trasforma in un'esperienza aperta al pubblico.

La mostra alle Officine Bellotti

L'inaugurazione è in programma mercoledì 30 settembre alle ore 18 alle Officine Bellotti, in via A. Gagini 31, a Palermo. Saranno presenti l’autrice Valentina Tamborra, l'autore della video installazione Diego Ronzio e gli operatori e le operatrici del progetto di MSF a Palermo. L’exhibit design è stato curato dall’Accademia di Belle Arti di Palermo (Abapa), sotto la direzione della professoressa Agnese Giglia, insieme alle studentesse Giusy Romeo e Carmen Lo Presti. La mostra sarà visitabile gratuitamente fino all’11 ottobre, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30.