Dodici mesi dopo i massacri delle RSF, El Fasher è una distesa di rovine e silenzio. Tra carestia pilotata, impunità dei carnefici e stallo dell'Onu, la tragedia del Darfur continua a pesare come un macigno sulla coscienza del mondo.
Ne dà notizia l'agenzia Fides. Almeno tre persone uccise e una quarantina di persone rapite. È il bilancio provvisorio dell’assalto contro i fedeli della chiesa cattolica di St. Moses, Robuh, Ungwan Aku nell'area del governo locale di Kajuru, nello stato di Kaduna
Francesco, nell'anniversario della sua elezione, chiede a tutte le diocesi e le comunità di moltiplicare i momenti di preghiera per la pace e dice che «chi appoggia questa guerra profana il nome di Dio»
«Ciò che colpisce in questa vicenda», spiega lo psichiatra, «sono due cose: l’incapacità di reggere la frustrazione da parte di una generazione abituata sempre e soltanto ai sì e che al primo no perde la trebisonda. E il ruolo dell’amico che partecipa al massacro di persone che neanche conosceva e che probabilmente non aveva motivo per uccidere. È spaventoso, siamo al deserto educativo totale»
Il musulmano Zijo Ribic scampò al massacro nel 1992: un commando di serbi trucidò la sua famiglia. Lui, rimasto vivo per miracolo, ha testimoniato contro gli assassini ma ha trovato la forza di non odiarli. Neanche quando sono stati assolti a Belgrado
Nella città francese un uomo in scooter apre il fuoco. Il bilancio parla di quattro morti, di cui tre bambini, e un adolescente in fin di vita. "Una tragedia nazionale" secondo Sarkozy.
La Siria è ormai scivolata in un baratro di violenza senza fine. Tra le immagini che hanno scosso la comunità internazionale anche quelle di tanti bambini straziati e mutilati.