Lo scorso 29 giugno è scattato il Glacier Loss Day nelle Alpi: finita la neve invernale, ora il caldo record scioglie l'iceberg millenario al ritmo di una piscina olimpionica ogni sei secondi.
A spiegarne i motivi è Francesco Avanzi, ricercatore di Fondazione Cima: «Le alte temperature non permettono l'accumulo di neve, prezioso per implementare la riserva idrica. Le precipitazioni primaverili saranno cruciali»
Il fenomeno è avvenuto, nell'arco di pochi giorni, in cinque Comuni lombardi, fra cui Milano. Ad essere colpiti dalle scariche di elettricità provocate dalla neve sono stati cinque cani (quattro sono morti). Ma in giro c'erano anche molti bambini che giocavano: se uno di loro fosse caduto sopra uno di quei tombini avrebbe potuto essere folgorato.
Nelle zone terremotate sono stati intensificati gli aiuti e avviati interventi mirati a sostegno delle attività produttive di agricoltori e allevatori. Fra le varie associazioni impegnate sul campo anche la Confederazione nazionale Misericordie d'Italia, che ha inviato rinforzi di volontari e mezzi spazzaneve.
La tragedia dell'hotel del Gran Sasso: una slavina provocata dal terremoto sommerge il centro benessere. I primi soccorritori sono arrivati con gli sci e le pelli di foca. Si scava a mani nude e con le pale. I primi dubbi e le polemiche per la lentezza dei soccorsi
Nella città abruzzese ci sono ancora 9.000 persone senza corrente e al freddo. I senzatetto ospiti della "Capanna di Betlemme", una struttura della Papa Giovanni XXIII, si sono mossi in prima persona per soccorrere gli sfollati. Insomma, proprio gli homeless senza una casa si stanno dando da fare per accogliere i più bisognosi.
La neve ha messo in ginocchio l'Abruzzo. Nevica in tutto l'entroterra marchigiano. E intanto la terra ha ripreso a tremare: quattro scosse di magnitudo tra 5,1 e 5,5 si sono verificate oggi tra l'Aquila e Rieti, con epicentro a 36 chilometri a nord dell'Aquila.
Le nevicate continuano a flagellare buona parte del Paese. La gestione dell'emergenza a Fabriano, nell'entroterra marchigiano, una delle zone più colpite del Centro-Italia.
Oberata di "finte" emergenze e impossibilitata a impiegare i militari come un tempo. La Protezione civile dev'essere riportata alla sue finalità originarie e messa in grado di operare.
Previsioni di neve fitta sul Nord. E alla memoria si ripresenta il gennaio del 1985, quando Roma fu colpita e poi vendicata da una nevicata su Milano. Previsioni e connsigli.