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venerdì 20 luglio 2018
 
L'incontro
 

Francesco e i patriarchi d'Oriente a Bari, insieme per la pace

03/07/2018  Oggi Jorge Mario Bergoglio e i patriarchi delle Chiese orientali cattoliche e ortodosse pregano gli uni accanto agli altri sul lungomare. Poi un dialogo a porte chiuse per capire come proseguire il cammino in difesa delle popolazioni sofferenti della Siria, della Palestina, dello Yemen.

Bari, Puglia

Da uno dei nostri inviati

Una preghiera sul lungomare e un momento di riflessione a porte chiuse tra il Papa e i patriarchi delle Chiese cattoliche e ortodosse orientali, presenti anche il patriarca Bartolomeo e il metropolita di Mosca Ilarion. Poi, insieme, i leader religiosi lanciano in aria le colombe ricevute da alcuni bambini in segno di pace e di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. L’incontro di oggi sancisce una amicizia fraterna tra cattolici e ortodossi e di sintonia con le Chiese cattoliche orientali che sta molto a cuore a papa Francesco. «Sono tre le palpitazioni del suo cuore», ha spiegato in conferenza stampa il cardinale Luigi Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali: «la prima è per le Chiese dell’Oriente già nella piena comunione della Chiesa cattolica, la seconda quella per le Chiese dell’Oriente ortodosso ed ortodosso orientale, e la terza la dimensione del dialogo interreligioso, in particolare con gli islamici del Medio Oriente che sono feriti e soffrono per coloro che hanno usato violenza profanando il nome di Dio». Questa triplice attenzione, ha detto ancora il cardinale Sandri, «si manifesta in gesti concreti a cominciare dagli appelli alla preghiera e alle iniziative di pace, al soccorso di coloro che soffrono o che sono costretti a partire e a cercare rifugio dalla violenza o dalle peresecuzioni».

Lo sguardo è soprattutto per i cristiani perseguitati in Medio Oriente, dove, a causa dei conflitti, ha sottolineato il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani,  «questi ultimi sono passati dal 20 al 4 per cento della popolazione. Non è possibile immaginare un Medio Oriente senza cristiani, elemento centrale per la stabilità dell’intera regione». L’attenzione è anche per quanto sta succedendo in Siria e mira a un impegno concreto per la promozione della pace. «Il Papa ha parlato di ecumenismo di vita, di santità e di sangue», ha insistito il caridnale ricordando la lettera ai cristiani del Medio oriente, la sofferenza e il martirio comune e anche la strada verso la santità: «più i cristiani si avvicinano a Dio e più si avvicinano gli uni agli altri».

A Bari, dopo la preghiera pubblica alla quale possono partecipare tutti i fedeli presenti, il Papa con i patriarchi si ritrovano nella basilica di San Nicola per la riflessione a porte chiuse introdotta da monsignor Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del patriarcato latino di Gerusalemme. «Ed è da Gerusalemme che il dialogo è ripartito», ricorda il cardinale Koch, «grazie all’incontro del 6 gennaio 1964 tra Paolo VI e il patriarca Atenagora che si scambiarono il bacio della pace».

 

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