Rendite fisse, abolizione del canone, dentiere, veterinario, università gratis. La campagna elettorale in vista delle elezioni del 4 marzo è un grande valzer di roboanti  promesse.

C’è di tutto per tutti (cittadini comuni, anziani, imprenditori, insegnanti, teleutenti) alla grande fiera dei sogni elettorali. Basya sfogliare il catalogo. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi propone una spettacolare “flat tax”, un’aliquota unica del 20 per cento (ma per il suo alleato della Lega Nord Matteo Salvini anche del 15) in sostituzione di tutte le tasse sul reddito di tutti i contribuenti. Quanto costerebbe la “tassa piatta”? Poco più di 40 miliardi di euro. Dove prenderli? “Recuperando l’emersione del nero e riorganizzando le agevolazioni fiscali”, rispondono i due leader.

Vi è poi la proposta, sempre di Berlusconi, di portare le pensioni minime a 1000 euro al mese netti. Costo: 18 miliardi. Che insieme all’abolizione dell’Irap, la tassa sugli utili delle imprese (13 miliardi di onere per lo Stato) arriva a 31 miliardi di euro. Alla fiera delle promesse Salvini vorrebbe cancellare per intero la legge sulle pensioni elaborata dal ministro Elsa Fornero all’epoca del governo Monti. Un colpo di spugna che vale 140 miliardi, 14 miliardi in dieci anni, circa sette manovre economiche statali messe insieme.

Ma non c’è soltanto il Cavaliere (il quale propone anche il veterinario gratis ogni due settimane) e il suo alleato Salvini a fare roboanti promesse. Il Movimento Cinque Stelle ha proposto un reddito di cittadinanza, un sussidio di 780 euro al mese per chi è senza lavoro,  che da solo vale almeno 15 miliardi. Il candidato premier Luigi Di Maio ha proposto una lista di provvedimenti urgenti che prenderebbe nel caso andasse al governo: si va dalla riduzione delle tasse per lavoratori e imprese all’aumento di stipendio per tutti i dipendenti pubblici, fino al pensionamento anticipato. E quando alla presentazione alla stampa delle proposte un giornalista ha chiesto con quali coperture finanziarie il suo governo provvederà ad approntare quel piano di aiuti il candidato premier dei Cinque Stelle ha risposto serenamente che “le coperture finanziarie verranno presentate prossimamente”.

Proposte onerose anche dal partito di governo, il Pd di Matteo Renzi. Oltre alla conferma del bonus di 80 euro per chi percepisce meno di 1500 euro al mese (costo del’operazione 15 miliardi) anche l’abolizione totale del canone, che peraltro, quando era premier, Renzi aveva imposto che venisse pagato nella bolletta telefonica per evitare l’enorme evasione intorno a una delle tasse più odiate dagli italiani.
Una volta la sinistra prometteva soprattutto rigore. Ora per tenere il passo fa le sue proposte tendenti a strappare l’applauso. Una di queste è l’abolizione delle tasse universitarie, che coinvolge un milione e seicentomila studenti e il cui costo si aggira sui due miliardi.
La proposta più originale? Certamente quella di Berlusconi, che ha proposto dentiere gratis per tutti gli anziani. Una proposta da prendere a denti stretti.