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venerdì 24 novembre 2017
 
A Bologna
 

Mons. Zuppi: «La chiesa in piazza, nel cuore della città»

14/06/2017  La visita del Papa a Bologna il 1 ottobre concluderà il Congresso eucaristico 2017. L'arcivescovo monsignor Matteo Zuppi ha voluto mettersi in ascolto della città, «per sognare guardare insieme al futuro, dare risposte. Vorremmo che tutti potessero contemplare il volto di una Chiesa che comprende e accarezza»

La città di Bologna nei giorni scorsi ha vissuto forse l'evento centrale del Congresso Eucaristico 2017, che vedrà la conclusione il 1 ottobre prossimo con la visita di Papa Francesco. Non un convegno, ma una affollatissima assemblea diocesana cui è stata invitata tutta la cittadinanza che  l' arcivescovo Matteo Zuppi ha voluto convocare “a casa”, e cioè nella civica Basilica di San Petronio per l'occasione trasformata in una piazza grandiosa, con tanto di alberi, fontana, panchine e tavolini.

In questo modo la Chiesa di Bologna, indicando chiaramente il tema del Congresso, ha voluto mettersi in ascolto della città, “perché la piazza è il cuore della città degli uomini e proprio la piazza ci dà la possibilità di ascoltare, sognare, guardare insieme al futuro e anche cercare risposte”, ha detto il vescovo aprendo l'assemblea.

Il brano di partenza della riflessione è stato tratto dal Vangelo di Matteo. Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che è in realtà una divisione, o meglio una condivisione in cui Gesù mostra compassione per la folla stanca e affamata nel deserto. I quadri che poi si sono succeduti, con video e interviste, hanno mostrato il deserto, la sofferenza e la disperata solitudine della società di oggi, che non ha risparmiato nemmeno Bologna e i bolognesi.

L'analisi è proseguita con testimonianze di laici e uomini di chiesa. Il sindaco Virginio Merola, il rettore dell'Università Francesco Ubertini, il presidente della Confindustria dell'Emilia Romagna Maurizio Marchesini, il presidente dell'associazione “La Strada” Matteo Marabini. E poi Luis Raphael I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei e il vicario generale con delega alla sinodalità monsignor Stefano Ottani che, sottolinenando l'assoluta esigenza di relazione, ha anche fatto una severa autocritica. “Dall'itinerario di preparazione al Congresso, che è avvenuto nelle parrocchie, nei gruppi e anche in carcere”, ha detto, “è emersa una Chiesa ancora abbastanza chiusa, dove spesso il servizio pastorale non prevede l'ascolto delle persone coinvolte”. E invece “quando si ascolta si sperimenta già la comunione”.

L'intervento dell'arcivescovo ha concluso quello che è stato indubbiamente un momento di coinvolgimento della città. “Oggi abbiamo allargato ancora di più il nostro dialogo”, ha detto monsignor Zuppi, “farlo è faticoso ma è l'unico modo perchè nasca tra noi qualcosa di serio e che ci unisca nel profondo”. Chiesa e città devono camminare insieme “perché nella città si nasconde la presenza di Dio e i cristiani aiutano a svelare questa presenza”. L'amore dei cristiani infatti “non filtra mai gli interlocutori, non pone condizioni, fa sempre il primo passo verso il prossimo, non considera nessuno straniero”. Il nemico da battere è l'individualismo che ci mette l'uno contro l'altro, e quindi “la Chiesa non vuole una città di individui ma una piazza dove impariamo tutti a riconoscerci e ad aiutarci”.

Una piazza bella e accogliente. “Vorremmo che tutti potessero contemplare il volto di una Chiesa che comprende e accarezza”, ha concluso, “la chiesa e la città sono compagni di viaggio che tendono alla stessa meta: salvare la persona”. Per questo “il dialogo di oggi non è né tattico né strategico, è la visione del futuro e la scelta di iniziare a costruirlo”

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