Chi frequenta i mercati predittivi sa che gli utenti più abili lasciano tracce. Le quote si muovono in modo strano, le scommesse arrivano su esiti statisticamente improbabili con una sicurezza che non appartiene all'intuizione ma alla certezza. È così che, nell'autunno del 2025, un trader della piattaforma Polymarket di nome Jeong Haeju, ingegnere di Meta, tra i più attenti osservatori di quella comunità, ha cominciato a guardare con occhi diversi un account registrato come "AlphaRaccoon". Le puntate erano sistematiche, quasi meccaniche, e la fortuna sembrava irragionevolmente generosa.

In dicembre Haeju ha pubblicato su X un'analisi dettagliata: dietro a quell'account, sosteneva, c'era qualcuno con accesso ai dati interni di Google. Il post ha ottenuto milioni di visualizzazioni. Qualche ora dopo, come un fantasma, AlphaRaccoon è scomparso dalla piattaforma. Al suo posto è rimasto soltanto un codice alfanumerico, anonimo e muto.

la homepage di Polymarket oggi, 4 giugno 2026

Mercoledì 28 maggio 2026 il mistero ha trovato un nome, un volto, un'accusa penale. Michele Spagnuolo, 36 anni, cittadino italiano residente in Svizzera, ingegnere specializzato in sicurezza informatica impiegato da oltre dodici anni presso il colosso di Mountain View, è stato arrestato a New York dal Dipartimento di Giustizia statunitense. L'accusa, depositata presso il tribunale federale del Distretto Sud di New York, è pesante: frode su materie prime, frode telematica, riciclaggio di denaro. Il rischio massimo, in caso di condanna, è di cinquant'anni di prigione. Spagnuolo è stato rilasciato su una cauzione di 2,25 milioni di dollari con restrizioni ai movimenti.

Il meccanismo: sapere prima degli altri quanto vale il futuro

Per capire il caso Spagnuolo bisogna prima capire che cosa è Polymarket, e perché la sua ascesa racconta qualcosa di più ampio sul tempo che stiamo vivendo. Fondata nel 2020 dal ventisettenne Shayne Coplan, la piattaforma non è un sito di scommesse nel senso tradizionale del termine. È, nelle parole dei suoi promotori, un "mercato predittivo": gli utenti non puntano su un esito ma comprano titoli legati a quel esito, titoli che salgono e scendono come azioni in borsa, che possono essere rivenduti prima della scadenza del contratto. Un meccanismo ibrido, a metà strada tra il bookmaker e la Borsa di New York, che ha attirato investitori istituzionali, commentatori politici e, inevitabilmente, truffatori.

In ottobre 2025, Intercontinental Exchange, la società finanziaria che possiede la Borsa di New York, ha investito due miliardi di dollari in Polymarket, portandone la valutazione a nove miliardi di dollari. La piattaforma, che aveva già attirato 3,2 miliardi di scommesse sulle elezioni presidenziali americane del 2024, è diventata in pochi mesi il termometro digitale dell'opinione pubblica globale. I giornalisti la consultano per misurare la probabilità di crisi politiche. Gli investitori la usano per anticipare i mercati. I governi la temono abbastanza da vietarla: oltre trenta paesi, tra cui l'Italia, la Francia, l'Indonesia e, dal maggio 2026, la Spagna, l'hanno bloccata per non aver rispettato le normative nazionali sul gioco d'azzardo.

Pedro Sánchez, Primo ministro della Spagna

Spagnuolo aveva capito prima degli altri dove stava il vantaggio. Lo strumento che ha usato era, in sé, lecito: un applicativo interno a disposizione di tutti i dipendenti autorizzati di Google, progettato per monitorare le tendenze di ricerca nel quadro del programma annuale "Year in Search", quella campagna di marketing con cui, ogni dicembre, l'azienda rivela al mondo le persone, i temi e gli eventi più cercati dell'anno. I dati erano contrassegnati con la dicitura "Google Confidential" in rosso in cima alla schermata. Spagnuolo, stando all'accusa, ha ignorato quell'avvertimento e ha trasformato quella finestra privilegiata sulla curiosità del mondo in uno strumento di scommessa.

Il metodo era chirurgico. Accedeva ai dati, sapendo già chi stava scalando le classifiche di ricerca settimane prima dell'annuncio pubblico, e poi apriva posizioni su Polymarket: scommettendo a favore di chi emergeva dai dati, contro chi non vi compariva. Ha puntato 937.688 dollari che Bianca Censori, la moglie di Kanye West, non sarebbe stata la persona più cercata dell'anno; ha scommesso contro Papa Leone XIV e contro Donald Trump nelle medesime classifiche, quando entrambi sembravano i favoriti. E ha puntato a favore di D4vd, un giovane rapper pressoché sconosciuto al grande pubblico, che Polymarket in quel momento quotava a probabilità quasi nulla.

L'accusa sostiene che Spagnuolo abbia impegnato in totale 2,7 milioni di dollari in scommesse, ricavandone profitti per circa 1,2 milioni di dollari. Il denaro è transitato attraverso un portafoglio di criptovalute, USDC, la stablecoin agganciata al dollaro, poi attraverso un servizio di swap e uno strumento di privacy digitale, per approdare infine su un conto di pagamento aperto in Italia a nome di Spagnuolo. Il circuito era sofisticato quanto bastava per guadagnare tempo. Non abbastanza per restare nell'ombra.

La cattura e l'arresto del dittatore venezuelano, Maduro

Quando la scommessa incontra il segreto di Stato

Il caso Spagnuolo non è nato nel vuoto. È il secondo capitolo di una storia che ha cominciato a scriversi nell'aprile del 2026, con un protagonista molto diverso per provenienza e mestiere ma ugualmente accomunato dalla stessa logica: sapere prima, scommettere di conseguenza, incassare. Gannon Ken Van Dyke, 38 anni, sergente capo delle forze speciali dell'esercito americano, era stato coinvolto dalla pianificazione all'esecuzione nell'operazione che il 2 gennaio 2026 aveva portato alla cattura del dittatore venezuelano Nicolás Maduro. L'operazione era classificata. Van Dyke aveva firmato accordi di riservatezza che lo impegnavano a non divulgare informazioni sensibili. Nella notte del 2 gennaio, il giorno stesso dell'operazione, aveva effettuato tredici scommesse su Polymarket per un totale di 32.500 dollari, tutte convergenti verso un unico esito: la destituzione di Maduro entro il 31 gennaio 2026. Aveva vinto più di 400.000 dollari.

Subito dopo aver incassato, aveva tentato di cancellare le proprie tracce: il trasferimento della maggior parte del denaro verso un portafoglio estero, la richiesta a Polymarket di chiudere il suo account adducendo la perdita dell'accesso all'email di registrazione. Ma è stata la stessa piattaforma a tradirlo: Polymarket aveva segnalato il caso al Dipartimento di Giustizia statunitense, individuando l'utente come potenziale insider trader. La CFTC, la Commodity Futures Trading Commission, l'autorità americana che vigila sui mercati dei derivati, ha presentato un'ulteriore denuncia, ricostruendo un trasferimento di 35.000 dollari da un conto bancario personale verso un conto di scambio in criptovalute effettuato il 26 dicembre, pochi giorni prima dell'irruzione a Caracas. Van Dyke rischia fino a sessant'anni di carcere e ha dichiarato la propria innocenza.

I due casi, letti insieme, rivelano qualcosa che va oltre la cronaca giudiziaria. Il mercato predittivo, nato come strumento di aggregazione collettiva dell'intelligenza distribuita, come "saggezza delle folle" applicata al futuro, viene qui pervertito nel suo contrario: non più molti che sanno poco contribuendo ciascuno con un frammento di conoscenza, ma uno solo che sa tutto, che conosce già l'esito, e che usa quella certezza per svuotare le tasche degli altri.

La piattaforma che scommette sul mondo. E il mondo che scommette su di essa

C'è un'ironia sottile, e insieme crudele, in questa vicenda. Polymarket è nata sull'idea che i mercati siano migliori degli esperti nel prevedere il futuro. L'aggregazione delle aspettative di milioni di persone, ognuna delle quali mette in gioco denaro reale, produce, secondo i fautori di questa teoria, previsioni più accurate di quelle di qualsiasi analista singolo. E i dati sembrano darle ragione: la piattaforma aveva previsto il ritiro di Biden dalla corsa presidenziale settimane prima degli analisti, e aveva quotato con precisione l'esito delle elezioni americane del 2024.

Ma questa macchina della previsione collettiva presuppone che tutti i partecipanti siano nella stessa posizione informativa. Che nessuno sappia già. Quando qualcuno sa, quando un ingegnere accede ai trend di ricerca riservati, quando un soldato conosce la data dell'operazione, il meccanismo si inceppa. La "saggezza delle folle" si trasforma in una rapina alla luce del sole: chi detiene informazioni privilegiate non contribuisce alla conoscenza collettiva, la deruba.

Non è un caso che Polymarket abbia cominciato ad attirare casi di insider trading proprio nella misura in cui è cresciuta. Più la piattaforma è diventata influente, più le sue quote sono state citate dai media come indicatori di probabilità reale, più ha offerto incentivi a chi disponesse di informazioni riservate. La storia del Premio Nobel per la Pace assegnato a María Corina Machado, nel 2025, è emblematica: le quote su Polymarket erano schizzate ore prima dell'annuncio ufficiale, lasciando supporre che qualcuno, da qualche parte, avesse già saputo. Nessuna accusa formale è mai seguita. Ma il sospetto ha impresso nella memoria di chi osserva queste piattaforme un'inquietudine strutturale: chi sa, guadagna. Chi non sa, paga.

Questa inquietudine è diventata, per molti governi europei, una ragione sufficiente per vietare la piattaforma. La Spagna, a fine maggio 2026, è diventata l'ultimo paese a bloccarla, portando a oltre trenta il numero di Stati che ne impediscono l'accesso. Il motivo dichiarato è formale, Polymarket rifiuta di richiedere le licenze per il gioco d'azzardo, sostenendo di essere una piattaforma di trading, ma la sostanza è più profonda: il meccanismo ibrido che Polymarket propone sfugge a qualsiasi classificazione regolamentare consolidata, e i casi di insider trading hanno dimostrato che quella zona grigia può essere sfruttata da chi ha interessi particolari.

Non è casuale che l'indictment di Spagnuolo sia stato reso pubblico il giorno dopo che il presidente Trump, sul suo social Truth Social, aveva promesso di lasciare che l'industria dei mercati predittivi "prosperasse" rivendicando l'autorità federale esclusiva su di essa. I mercati predittivi hanno trovato nell'amministrazione Trump un alleato politico: Donald Trump Jr. siede tra i consulenti di Polymarket. La questione di chi debba regolamentare queste piattaforme, autorità federali o statali, è al centro di una battaglia legale in corso.

Donald Trump jr a sinistra col padre

Il confine tra previsione e manipolazione

C'è una domanda che i casi di Spagnuolo e Van Dyke lasciano aperta, più filosofica che giuridica: le piattaforme di mercato predittivo producono conoscenza, o la estraggono? Sono strumenti neutrali che aggregano informazioni disperse, o sono specchi deformanti che amplificano il potere di chi ne sa di più?

L'accusa mossa a Spagnuolo è chiara nel linguaggio del diritto: frode su materie prime, frode telematica, riciclaggio. Ma la dimensione più inquietante del caso è quella sistemica. Se i mercati predittivi diventano sufficientemente influenti da essere consultati come barometri della realtà, e già oggi molti analisti li usano in questo senso, allora chi li manipola non sta solo vincendo denaro: sta alterando la percezione collettiva di ciò che è probabile. Un mercato che mostra alta probabilità per un certo candidato, una certa crisi, un certo esito diplomatico, orienta aspettative, decisioni politiche, scelte economiche. Chi sa già come andranno le cose e scommette di conseguenza non è soltanto un truffatore finanziario: è un attore che distorce l'immagine del futuro che la società usa per orientarsi.

Il caso del soldato Van Dyke è ancora più estremo in questa logica. Non si tratta soltanto di informazioni finanziarie riservate: si tratta di informazioni militari classificate, legate a un'operazione di destabilizzazione di un governo straniero. La scommessa di Van Dyke non era solo un atto di arricchimento personale: era la traccia digitale di un uomo che sapeva, con certezza operativa, che quella notte il mondo sarebbe cambiato. E che aveva deciso di monetizzare quella certezza su una piattaforma accessibile a chiunque.

È in questo senso che i mercati predittivi rivelano la propria natura più ambigua. Non sono soltanto specchi del futuro: sono mercati del segreto, dove il valore si misura in informazione non ancora pubblica, e dove chiunque abbia accesso a quella informazione è tentato di trasformarla in denaro. La logica non è diversa da quella dell'insider trading nei mercati azionari. Ma la scala è globale, i soggetti potenzialmente coinvolti sono infiniti, dal funzionario governativo all'ingegnere di una grande azienda tecnologica, dal militare coinvolto in un'operazione segreta all'insider farmaceutico, e il confine tra previsione lecita e frode illecita è sottile quanto una riga di codice.

Polymarket ha dichiarato di aver collaborato attivamente con la procura federale di New York in entrambi i casi. Google ha sospeso Spagnuolo e ha aperto un'indagine interna. Van Dyke ha dichiarato la propria innocenza e attende il processo. Michele Spagnuolo, rilasciato su cauzione, non ha ancora risposto alle accuse.

Ma la vicenda lascia in piedi una domanda che nessun tribunale potrà risolvere: in un'epoca in cui l'informazione è la risorsa più preziosa e i mercati si nutrono di anticipazione, è davvero possibile costruire un sistema di scommesse sul futuro che sia equo? O il vantaggio di chi sa, l'ingegnere, il soldato, il funzionario, è strutturalmente ineliminabile, destinato a ripresentarsi sotto forme sempre nuove, con nomi sempre diversi, in ogni angolo del mondo dove esiste un segreto e qualcuno pronto a trasformarlo in denaro?