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venerdì 18 ottobre 2019
 
Il caso
 

Che pena Grillo, blasfemo sull'Eucaristia

10/04/2016  Al Lingotto di Torino è andata in scena una parodia stupida e indecente della "comunione". Con il leader del M5s che ha servito grilli liofilizzati ai suoi deputati. Il comico, che non fa più neanche ridere, insulta così milioni di credenti.

Verrebbe da dire che non sa più dove attaccarsi il comico (ma è davvero comicità?) Beppe Grillo che, per richiamare ancora una volta l’attenzione su di se e sul suo movimento si riduce a una messa in scena che non si sa se sia più blasfema, stupida o di cattivo gusto.

Al termine della prima serata del suo nuovo spettacolo “Grillo vs Grillo”, al Lingotto di Torino, Grillo ha chiamato sul palco i politici piemontesi del suo movimento per inscenare una sorta di “comunione”. In mano dei grilli secchi e la frase per ognuno: “Questo è il mio corpo”.

Evidentemente al tramonto, come politico e come comico, Beppe Grillo non ha trovato di meglio che insultare non soltanto i milioni di cristiani di questo Paese, ma anche l’intelligenza di chi non crede inscenando uno spettacolo che non gli ha fruttato neppure guadagni al botteghino. Pochissimi gli spettatori paganti al Lingotto, i “suoi” politici costretti a occupare in fretta e furia una parte della platea per non far risaltare troppo l’assenza del pubblico.

Infine la scenetta che non fa ridere (il peggio che possa succedere a un comico di professione) con quei grilli liofilizzati in mano a un ex guru in evidente difficoltà. Peccato però che soltanto uno fra i politici del M5s abbia avuto la decenza di frenare il suo leader. Soltanto la candidata grillina al comune di Torino, Chiara Appendino, infatti, ha rifiutato di mangiare i grilli se pur con un debole «Non posso, sto allattando».

Lorenzo Guerini, vice segretario del Pd ha subito attaccato: «Se ce ne fosse ancora bisogno con la sceneggiata di Grillo a Torino, tra l’indecenza e la stupidità, abbiamo la prova provata di cosa sia davvero il M5S. Pur di attirare l’attenzione su di sé arrivano addirittura a mettere in scena una parodia blasfema. Chiedano scusa e si vergognino».  Sempre che sappiamo ancora - e c'è da dubitarne - cosa sia la vergogna.

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