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sabato 19 gennaio 2019
 
MILANO
 

Fratel Ettore, l'angelo dei clochard verso la beatificazione

19/12/2017  Martedì 19 dicembre l'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, apre la fase diocesana della causa del camilliano Ettore Boschini (1928-2004) che ha speso la sua vita accanto agli ultimi nel capoluogo lombardo.

Fratel Ettore Boschini: questa foto è tratta dal sito fratelettore.it.
Fratel Ettore Boschini: questa foto è tratta dal sito fratelettore.it.

Il processo per la beatificazione e la canonizzazione comincia  martedì 19 dicembre. La sua fama di santità precede di molto quest'atto ufficiale. Fratel Ettore Boschini (1928 - 2004) è un religioso camilliano che ha speso la vita accanto agli ultimi e agli emarginati. Figura molto nota a Milano, girava strade, piazze e stazioni aiutando chi nella vita colleziona naufragi. Ad aprire la causa volta  riconoscerne fede e opere straordinarie è l'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Appuntamento alle 16 presso Casa Betania delle Beatitudini a Seveso. Al rito di apertura partecipano insieme all’arcivescovo gli altri componenti della commissione d’inchiesta: il delegato episcopale e responsabile del Servizio diocesano per le Cause dei santi, monsignor Ennio Apeciti, il collaboratore del medesimo servizio, don Marco Gianola, il notaio chiamato a redegiere il verbale della sessione, don Simone Lucca. Con loro, la postulatrice, la storica Francesca Consolini. 

Nato nella frazione Belvedere del comune di Roverbella (Mantova) il 25 marzo 1928 da una famiglia di agricoltori, Ettore Boschini trascorse la fanciullezza in ristrettezze economiche familiari e giunto all’adolescenza, dovette lasciare la scuola per andare a lavorare nei campi e nelle stalle, alle dipendenze di piccoli proprietari terrieri. A 24 anni, come ricorda il sito di Radio Vaticana,  sentì la vocazione allo stato religioso sempre più insistente, per cui scelse di entrare nell’ordine dei Camilliani, venendo accolto il 6 gennaio 1952 e pronunciando i voti temporanei come fratello, il 2 ottobre del 1953. Nei primi anni Settanta fu destinato a Milano, alla clinica camilliana “San Pio X” e fu lì che scoprì le miserie che si nascondono nei meandri seminascosti della grande città, specialmente di notte.

Desideroso di stare vicino ai più diseredati, ai senza tetto, agli immigrati e alle persone sole senza affetti, prese ad istituire dei “Rifugi”, luoghi ospitali organizzati per soccorrerli al meglio, prima da solo, poi con l’aiuto di volontari attratti dal suo carisma camilliano. Con la veste talare nera e la grossa croce rossa sul petto, tipiche del suo Ordine, percorreva in lungo e in largo Milano, alla ricerca dei bisognosi, offrendo aiuto concreto e spirituale. Superò innumerevoli difficoltà, incomprensioni, maltrattamenti e, con il tempo, divenne il simbolo di una vera e difficile solidarietà. .

Fratel Ettore Boschini morì il 20 agosto 2004 a 76 anni.  Ora, il processo di beatificazione. «Una volta aperto il processo – spiegaal Sir don Marco Gianola – la successiva e importante fase è quella della raccolta delle prove documentali. I periti storici saranno appunto incaricati di raccogliere scritti editi e inediti, come lettere e biglietti che fratel Ettore ha effettivamente lasciato. Senza dimenticare ciò che altri hanno scritto di lui, come pure le testimonianze già pubblicate. Al nostro ufficio in curia si potranno portare o comunicare ricordi personali e testimonianze: in questi giorni sono giunte diverse lettere di gente comune. Continueremo ad accogliere testimonianze fino alla chiusura del processo, per il quale ovviamente non vi è un tempo preciso. Oltre alla documentazione da raccogliere, vi sarà anche l’aspetto degli interrogatori di un certo numero di testi che saranno convocati in curia: questa è la seconda fase del processo diocesano».

Riunita tutta la documentazione, verrà inviata alla Congregazione delle Cause dei santi, in Vaticano, che la sottoporrà a tre diversi gradi di giudizio. «Una volta che il Papa avrà riconosciuto le virtù eroiche, il servo di Dio diverrà venerabile, e allora servirà un miracolo riconosciuto per essere beato».

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