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Negli ultimi 4 anni, grazie anche alla raccolta delle dichiarazioni digitali che rappresentano circa il 70% delle volontà totali, l’Aido (Associazione italiana per la donazione di organi e tessuti e cellule) ha raccolto circa 25mila manifestazioni di volontà all’anno, di cui il 50% di giovani under 35. Nel 2025 sono state raccolte circa 25 mila manifestazioni di volontà, due terzi con modalità digitale e un terzo con modalità olografa. E il 2026 è iniziato con un aumento delle donazioni di organi e quindi i trapianti: al 27 aprile erano 12.100 le manifestazioni di volontà contro le 9.576 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 27%. Ma alcune vicende di cronaca, come la triste vicenda del piccolo Domenico all’ospedale Monaldi di Napoli, hanno avuto un impatto sulla percezione pubblica. Fortunatamente però i dati sui trapianti dei primi mesi di quest’anno fanno ben sperare, perché registrano un aumento rispetto allo stesso periodo del 2025: dal 1° gennaio all’8 marzo 2026 sono state registrate 340 donazioni rispetto alle 316 dell’anno precedente, i trapianti 837 rispetto ai 764 del ’25.
«È importante continuare a promuovere il valore della donazione per dare una risposta alle migliaia di persone in lista d’attesa. Diciamo di sì perché a noi quegli organi, in quel momento, non serviranno più ma potranno essere dono prezioso per altri», auspica la presidente di Aido, Flavia Petrin, intervenuta il 28 aprile in Senato al convegno “Il dono della vita nel sistema trapiantologico italiano”.
Una rete che rappresenta un’eccellenza riconosciuta anche a livello internazionale, con oltre 4.500 trapianti realizzati in media ogni anno. Nel 2025 le donazioni di organi hanno raggiunto quota 2.164, segnando un aumento del 3,2% rispetto al 2024, a partire da 3.293 segnalazioni di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni. Grazie a questi prelievi, sono stati eseguiti 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all’anno precedente (+1,2%). Il tasso nazionale di donazione si è attestato a 30,2 donatori per milione di persone, «valore che colloca l’Italia al secondo posto in Europa dopo la Spagna», sottolinea Petrin. Anche per le donazioni e i trapianti di tessuti, come per quelli di organi, il 2025 è stato l’anno migliore di sempre: «Sono 16.825, con un +5,6% rispetto al 2024, e ben 27.351 i trapianti, con un +2,6% rispetto all’anno precedente».


Tuttavia, «attualmente sono più di 8 mila le persone in attesa di un organo e circa 300 di loro ogni anno ci lasciano perché l’organo non arriva in tempo. Persone che, ogni giorno, aspettano con infinita speranza una chiamata e quindi una nuova possibilità di vita. Questa possibilità dipende, in larga parte, dalla capacità della nostra società di costruire una cultura della donazione diffusa, informata e consapevole. Più sono i Sì alla donazione, più si moltiplicano le opportunità per chi attende un trapianto di tornare a vivere una vita serena e in salute», riferisce Petrin. Che rinnova l’invito a «coltivare, diffondere e promuovere la cultura del dono non solo come grande valore sociale, ma anche come scelta informata e consapevole di puro amore da parte dei cittadini. Per questo è importante diffondere informazioni corrette: il sistema è solido, basato su protocolli rigorosi, professionalità straordinarie e una rete ospedaliera preparata». Il messaggio rafforza quello della campagna di sensibilizzazione “Riempi il silenzio”, lanciata lo scorso 19 aprile in occasione della Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti: «Il silenzio sulla donazione di organi è dovuto spesso dal pudore o dalla paura di affrontare un argomento che tocca la vita e la morte, o dal pensiero che ci sia sempre abbastanza tempo per parlarne, e quindi si rimanda. Il silenzio però lascia le persone senza informazioni, le famiglie senza risposte e chi aspetta un trapianto senza speranza. Informare, sensibilizzare e abbattere il silenzio attorno alla donazione è la condizione necessaria perché ogni cittadino possa scegliere liberamente. Infatti entro il prossimo 3 agosto spariranno tutte le carte di identità cartacee e milioni di Italiani saranno chiamati a scegliere se optare per la donazione al momento del rinnovo del documento in formato elettronico».


Nel 2025, su 3.781.585 dichiarazioni di volontà registrate dai Comuni al momento del rilascio della Carta d’identità elettronica (Cie), i consensi sono stati il 59,9% e le opposizioni il 40,1%, in netto aumento rispetto al 36,3% del 2024. «Ma occorre precisare che questi dati si riferiscono a circa il 59,2% dei cittadini che hanno espresso la loro volontà, mentre il 40,8% (pari a circa 2 milioni 600 mila cittadini) non l’ha espressa». L’incremento ha riguardato tutte le regioni e le fasce demografiche. Il trend si conferma anche nelle rianimazioni, dove la percentuale dei “no” al prelievo da parte dei familiari si è assestata al 28,8% (+0,1% rispetto al 2024). «Spesso dietro un “no” o una volontà non espressa si nascondono dubbi, timori, mancanza di informazioni chiare o falsi miti ancora molto diffusi.
Ed è proprio qui che la comunicazione e la sensibilizzazione sul tema diventano fondamentali: nessuna scelta può essere davvero consapevole se non è accompagnata dalla possibilità di comprendere e orientarsi liberamente», ribadisce Petrin. «In Aido continuiamo ogni giorno a diffondere informazione, dialogo e consapevolezza nelle scuole, nelle piazze, nei Comuni, negli ospedali. La donazione non è un tema da affrontare solo quando ci tocca da vicino: è una scelta che si può fare oggi, con lucidità e libertà, per il futuro della nostra comunità». E ricorda che «ogni persona maggiorenne può esprimere la propria volontà sulla donazione non solo al momento del rinnovo della carta d’identità, ma anche presso la propria Asl, attraverso l’iscrizione ad Aido, online in modo legalmente valido tramite DigitalAIDO, oppure con il classico atto olografo. Inoltre la volontà può essere modificata in qualsiasi momento, perché viene sempre presa in considerazione l’ultima dichiarazione registrata, un Sì nato dal desiderio di lasciare qualcosa che duri oltre noi: non un obbligo o una pressione, ma una scelta informata che possa donare nuova speranza e nuova vita», evidenzia la presidente dell’Aido, appellandosi alle persone che non si sono espresse o che hanno espresso un no «perché possano esprimersi senza aspettare il rinnovo della Cie dopo un decennio».


Se ne parlerà anche domenica 24 maggio alle ore 18 a Milano, presso il Refettorio ambrosiano: durante l’incontro “Un cuore e un’anima sola” sarà proiettato il documentario “Briciole al cielo”, diretto da Gian Francesco Tiramani e realizzato in collaborazione con l’associazione Amici dei Bambini Cardiopatici Odv e l’ospedale Regina Margherita di Torino, con il patrocinio di Aido. Il cortometraggio di 12 minuti racconta la storia di Giordano, che nel 2024 a 4 anni è tornato a vivere grazie al dono di un cuore nuovo, dopo essere stato colpito da un virus che gli aveva intaccato l’organo; per 7 mesi è stato ricoverato e attaccato a un cuore artificiale. L’evento è promosso dal settimanale Famiglia Cristiana con Aido, Caritas Ambrosiana, Associazione per il Refettorio ambrosiano e Cineclub Piacenza.




