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È stata aggredita alle spalle mentre camminava per le vie di Gerusalemme nell’area di Monte Sion la religiosa, ricercatrice della Scuola francese di ricerca biblica e archeologica. Spinta con forza a terra e poi nuovamente raggiunta dall’aggressore e presa a calci. Un episodio, come mostrano le immagini di un video trasmesso dalle Tv locali, che lascia senza parole per la gratuità del gesto e della violenza.
La donna è stata soccorsa poco dopo l’accaduto e avrebbe riportato contusioni (lividi sul viso), senza conseguenze gravi. Le autorità hanno avviato accertamenti per risalire all’identità del responsabile che è stato individuato e arrestato. Si tratterebbe di un uomo di 36 anni sospettato di aver aggredito la suora. Le forze dell’ordine israeliane considerano con “estrema serietà” qualsiasi atto di violenza “motivato da potenziali intenti razzisti e diretto contro membri del clero”.
In attesa degli sviluppi giudiziari dell’aggressione, padre Olivier Poquillon, direttore della Scuola, ha ringraziato «le persone venute in aiuto durante l’attacco, i diplomatici, gli accademici e tutti coloro che hanno offerto sostegno». Il ministero degli Esteri israeliano, in un post su X, ha parlato di «atto vergognoso» assicurando che Israele rimane impegnato «a salvaguardare la libertà di religione e la libertà di culto per tutte le fedi».
Un episodio che, purtroppo, non è isolato, ma – a detta anche della Facoltà di Scienze umanistiche dell’Università ebraica di Gerusalemme- «parte di un preoccupante schema di crescente ostilità verso la comunità cristiana e i suoi simboli». Basta pensare ai recenti fatti di cronaca, dal crocifisso decapitato in Libano, a sputi ai frati e suore ed episodi di intolleranza verso i cristiani sia a Gerusalemme est che in Cisgiordania.
Il video dell’aggressione






