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sabato 26 maggio 2018
 
GMG 2016
 

Gmg al via. A Cracovia nel segno della misericordia

12/07/2016  Sarà il Giubileo dei giovani nel ricordo di San Giovanni Paolo II, l'inventore di questi raduni. Il tema scelto da papa Francesco, che si affaccerà dalla finestra di Wojtyla, è "Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia"

Cracovia

Piazza San Pietro dista circa millecinquecento chilometri dalla frizzante Piazza del Mercato di Cracovia dove sulla facciata gotica della basilica di Santa Maria Assunta un display scandisce il conto alla rovescia per l’inizio della Giornata mondiale della gioventù (Gmg) di ‰fine luglio. Ed esattamente a San Pietro, undici anni fa, si celebrò un’insolita Gmg. Era la sera del 2 aprile 2005. Nel Palazzo Apostolico si stava consumando l’agonia di Giovanni Paolo II. Secondo quanto riferito da chi gli stava accanto, le ultime faticose parole pronunciate dal Papa furono rivolte ai giovani: «Vi ho cercati, siete venuti da me e per questo vi ringrazio». Erano in molti, moltissimi, sotto quelle ‰finestre illuminate. Cantavano accompagnati dalle chitarre. Pregavano. Piangevano il “loro” Papa.
Molti di loro, già adulti, sposati o consacrati, si ritroveranno a Cracovia dal 26 al 31 luglio per la Gmg numero 31, la Gmg di san Giovanni Paolo II. Quel Pontefi‰ce, che a Tor Vergata, durante un altro Giubileo, quello del 2000, pur ‰fiaccato dalla malattia strappò commossi applausi facendo la “ola” a ritmo di musica, sarà, a suo modo, ancora protagonista. Sì, perché Cracovia non è una tappa come le altre di questo evento che dura dal 1986 e del quale il primo a intuirne la portata di speranza, per la Chiesa e per il mondo, fu proprio Karol Wojtyla. Un evento che in più di trent’anni ha letteralmente fatto il giro del mondo: Buenos Aires, Santiago de Compostela, Czestochowa, Denver, Manila, Parigi, Roma, Toronto, Colonia, Sidney, Madrid, Rio de Janeiro. «A Cracovia, attorno a papa Francesco, si attendono quasi due milioni di persone provenienti da 185 Paesi», spiega Malgorzata Furdal dell’Ente nazionale polacco per il turismo di Roma. Saranno ancora “i ragazzi di Karol”, non perché abbiano conosciuto direttamente Giovanni Paolo II, ma perché hanno raccolto il testimone dai loro amici, fratelli, educatori più grandi che a quei raduni hanno partecipato.
In via Franciszkanska 3, dalla –finestra centrale di quello che le guide turistiche indicano come il “Palazzo dei vescovi” fa capolino un Wojtyla energico e sorridente. Per i polacchi questa è la “fi–nestra del Papa”, perché da lì il connazionale più amato si affacciava per dialogare con le persone che si radunavano spontaneamente in cortile. Anche papa Francesco si affaccerà ogni sera. Non c’è giovane, passo svelto e cufffi–e alle orecchie, che passando per raggiungere il vicino quartiere universitario non rivolga uno sguardo fugace a quell’immagine. «È il nostro Papa», dice una ragazza che s’infi–la, di fronte, nella chiesa di San Francesco d’Assisi per una preghiera veloce. Guardiana della tradizione, scrigno di un cattolicesimo mistico simbolo dell’orgoglio nazionale, Cracovia è anche la città più giovanile della Polonia grazie ai suoi 220 mila studenti universitari che la sera si spostano nel quartiere ebraico di Kazimierz per tirar tardi nei locali della movida.
È la città di Karol Wojtyla che qui ha vissuto sessantacinque anni e lo ha visto studente universitario della facoltà di Lettere, operaio allo stabilimento di soda Solvay, attore, poeta, seminarista, giovane sacerdote, docente universitario, vescovo e in–fine Ponte–ce della Chiesa cattolica. È la città della Divina Misericordia, alla quale papa Francesco ha dedicato un Giubileo straordinario e anche l’Incontro mondiale dei giovani con il tema tratto dal Vangelo di Matteo: “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia” (Mt 5,7).
Una misericordia concreta, di popolo, com’è nello stile polacco ben visibile in due luoghi simbolo di questa Gmg: il santuario della Divina Misericordia di Łagiewniki, accanto al monastero dove visse ed ebbe le apparizioni suor Faustina Kowalska, canonizzata nel 2000 da Giovanni Paolo II, e le opere di misericordia in costruzione nel Campus Misericordiae di Wieliczka, 13 chilometri da Cracovia, dove papa Francesco celebrerà la Veglia e la Messa conclusiva della Giornata. Papa Francesco sarà il terzo Papa, dopo Wojtyla e Ratzinger, a visitare il santuario di Suor Faustina, poco distante dall’altro dedicato a san Giovanni Paolo II e decorato sontuosamente dai mosaici del gesuita padre Rupnik e il primo a confessare alcuni giovani sotto lo sguardo dell’icona di Gesù Misericordioso e l’albero posto sull’altare, «simbolo», spiega suor Grazia, «del nostro mondo che si dibatte nella tempesta e nel dolore che saranno vinti da Gesù misericordioso». A Wieliczka la Gmg lascerà due opere, entrambe gestite dalla Caritas: un centro per la riabilitazione –fisica per persone anziane e un magazzino di oltre 800 metri quadrati da utilizzare per stoccare generi alimentari da destinare alle persone bisognose.
Gestire due milioni di persone non sarà facile. «Le preoccupazioni maggiori», spiega Paweł Stanczyk, segretario del Comune di Cracovia e responsabile della sicurezza per la Gmg, «riguardano le telecomunicazioni e i trasporti ma siamo attrezzati». Molti pellegrini, durante la Gmg e nei gemellaggi tra le diocesi del mondo e le 41 diocesi polacche che precederanno l’incontro di Cracovia, alloggeranno in famiglia o nelle parrocchie. Finora sono stati attrezzati circa 300 mila posti letto. In totale, il 60% andrà nelle case, il 40% negli edi–fici pubblici. Per la sicurezza sono mobilitati complessivamente 3.000 militari, 20.000 poliziotti, oltre 2.400 vigili del fuoco, 1.500 guardie di frontiera e 800 agenti dell’Uffi–cio di protezione del Governo. Il ministero della Difesa ha messo a disposizione 5 mila tende, elicotteri, generatori e cisterne.

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