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Guerra in Yemen: «Basta essere complici inviando armi»

23/08/2016  Dopo l’ennesimo bombardamento – ancora una volta – contro un ospedale, Medici senza Frontiere annuncia che lascerà lo Yemen del nord. Questi attacchi contro le strutture sanitarie, come pure i duplici o triplici bombardamenti sugli stessi luoghi (che vanno a colpire i soccorritori) sono crimini di guerra e contro l’umanità. Una petizione, lanciata su change.org dal nostro collaboratore Luigi Grimaldi, chiede che il nostro governo interrompa perlomeno le forniture di armi all’Arabia Saudita, responsabile delle violazioni del diritto internazionale.

«Dopo il bombardamento aereo dell’ospedale di Abs il 15 agosto, che ha provocato 19 morti e 24 feriti, Medici Senza Frontiere (Msf) ha deciso di evacuare il proprio staff dagli ospedali che supporta nei governatorati di Saada e Hajjah in Yemen settentrionale (in particolare gli ospedali di Haydan, Razeh, Al Gamouri, Yasnim nell’area di Saada, e gli ospedali di Abs e Al Gamouri in quella di Hajjah). Quello contro l’ospedale di Abs è il quarto e più letale attacco contro strutture supportate da Msf dall’inizio di questa guerra, ma ci sono stati altri innumerevoli attacchi contro altre strutture e servizi sanitari in tutto lo Yemen».

L'ospedale di Msf bombardato dall'aviazione saudita.
L'ospedale di Msf bombardato dall'aviazione saudita.

Così inizia il comunicato con cui l’organismo umanitario annuncia di lasciare il nord dello Yemen. La drammatica crisi umanitaria perciò ora sarà ancora peggiore. La popolazione yemenita sarà ancora più abbandonata a se stessa.

Msf, nel suo comunicato, spiega le ragioni che hanno portato alla dolorosa scelta: «Negli ultimi 8 mesi, Msf ha incontrato esponenti di alto livello della coalizione a guida saudita in due occasioni a Riyadh, per garantire l’assistenza umanitaria e medica per gli yemeniti e per chiedere garanzie che gli attacchi contro gli ospedali sarebbero cessati. Ma i bombardamenti aerei sono comunque continuati, nonostante Msf abbia sistematicamente condiviso con tutte le parti in conflitto le coordinate Gps degli ospedali in cui lavora. I rappresentanti della coalizione dichiarano ripetutamente di onorare il Diritto Internazionale Umanitario, ma questo attacco mostra che hanno fallito nel controllare l’uso della forza e nell’evitare gli attacchi contro ospedali pieni di pazienti».

«Msf», continua il comunicato, «ritiene che gli ospedali nei governatorati di Saada e Hajjah non siano sicuri né per i pazienti né per lo staff. La decisione di evacuare lo staff da un progetto, che in questo caso include ostetrici, pediatri, chirurghi e specialisti di pronto soccorso, non è mai presa alla leggera, ma in mancanza di garanzie credibili che le parti di un conflitto rispetteranno lo status di protezione delle strutture sanitarie, degli operatori sanitari e dei pazienti, possono non esserci alternative».

Durante un bombardamento sui civili.
Durante un bombardamento sui civili.

«Chiediamo alla coalizione a guida saudita e ai governi che la supportano, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e Francia, di garantire l’applicazione immediata di misure volte ad aumentare in modo sostanziale la protezione dei civili», insiste Joan Tubau, direttore generale di MSF. «Il fatto che staff medico e persone malate o ferite vengano uccise all’interno di un ospedale dice tutto sulla crudeltà e la disumanità di questa guerra».

Anche Amnesty International ha duramente condannato l’ennesimo bombardamento contro strutture sanitarie: «È un attacco atroce e un possibile crimine di guerra», sostiene Amnesty, «il bombardamento di un ospedale sostenuto da Medici senza frontiere in Yemen, colpito dall'aviazione della coalizione a guida saudita. L'ospedale, situato nella zona di Abs, provincia di Saada, era sostenuto dall'organizzazione umanitaria dal luglio 2015 e aveva curato 4611 pazienti».

Una guerra feroce e dimenticata, quella in Yemen. E purtroppo condotta anche con armi italiane. Perciò il nostro collaboratore Luigi Grimaldi (che ha pubblicato molti dei pezzi di famigliacristiana.it sulla guerra yemenita, sull’emergenza umanitaria e sul materiale bellico italiano venduto all’Arabia Saudita e agli altri Paesi della coalizione) ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org per chiedere che il nostro Paese interrompa questi rifornimenti di morte.


«Il governo italiano», scrive Grimaldi nella petizione, «anche sulla base di questo ennesimo atto di ferocia dovrebbe imporre l'interruzione dei regolari rifornimenti di bombe per l'areonautica militare saudita prodotte nel nostro Paese dalla Rwm di Domusnovas (Sardegna)».

«Chiediamo al Governo e al Parlamento», continua il testo, «di non far partecipare l’Italia a questo crimine contro l’umanità, fermando i rifornimenti di bombe all’Arabia Saudita e ai suoi alleati che continuano ad aggredire lo Yemen martellato con bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile senza alcun mandato da parte dell'Onu, applicando la risoluzione del Parlamento Europeo adottata lo scorso 25 febbraio che stabilisce l'istituzione di un embargo sulla vendita delle armi alla Arabia Saudita. Organizzazioni come l'Onu stessa, Amnesty International, Human Rights Watch e Medici Senza Frontiere hanno denunciato questi bombardamenti come "crimini di guerra in violazione del diritto internazionale e del diritto umanitario". Non voglio che il mio Paese sia complice di questo mercato di morte nello spirito della nostra Costituzione».

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