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domenica 28 maggio 2017
 
 

Il Cav ignora anche il monito dei vescovi

28/09/2013  Anche l'ultimo consiglio permanente della Cei aveva chiesto maggior stabilità per il nostro Paese. E il cardinale Bagnasco aveva invocato il giudizio della storia per gli atti irresponsabili.

Il cardinale Angelo Bagnasco (Reuters).
Il cardinale Angelo Bagnasco (Reuters).

Un’ora difficile per l’Italia. Che i vescovi italiani avevano a più riprese sottolineato richiamando alla responsabilità i nostri politici. «L’ora esige una sempre più intensa e stabile concentrazione di energie, di collaborazioni, di sforzi congiunti senza distrazioni, notte e giorno», aveva detto appena lo scorso lunedì il cardinale Angelo Bagnasco nella sua prolusione ai lavori del Consiglio permanente della Cei. «Ogni atto irresponsabile – da qualunque parte provenga – passerà al giudizio della storia», aveva tuonato il cardinale.

Parole già usate lo scorso maggio durante l'assemblea dei vescovi italiani quando si profilava la possibilità di un'altra crisi di Governo. I vescovi, che hanno messo all'ordine del giorno dei loro lavori le precarie condizioni economiche del nostro Paese e gli sforzi delle famiglie ad affrontare le sempre nuove difficoltà (dalla perdita del lavoro alla mancanza di servizi e sostegni), avevano sottolineato che, nonostante «il grande impegno che viene profuso dai responsabili della cosa pubblica, i proclamati segnali di ripresa non sembrano dare,  finora, frutti concreti sul piano dell’occupazione che è il primo, urgentissimo obiettivo» e avevano invitato i politici ad affrontare con maggior forza e impegno il prossimo futuro che avrebbe dovuto portare l'Italia in un momento di maggiore stabilità economica.

Richiamo alla responsabilità che il cardinale Bagnasco aveva sottolineato anche nella lunga intervista a Famiglia Cristiana nella quale aveva ribadito l'importanza di una politica rigorosa che tenesse in conto più il bene comune che gli interessi di parte.

 
 
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