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sabato 23 settembre 2017
 
 

Il mondo cattolico: crisi di Governo uguale più povertà

29/09/2013  Unanime il giudizio del mondo cattolico sulla crisi di Governo: non giova per l'Italia, anzi condanna il nostro Paese a una recessione pericolosa.

Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio.
Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio.

«Una crisi di Governo vuol dire più poveri». Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio dichiara esplicitamente la «preoccupazione per le tensioni politiche in atto che rischiano di interrompere il percorso di ripresa economica e di assestamento istituzionale che il Governo Letta ha positivamente avviato, e di aggravare ulteriormente una situazione sociale già pericolosamente degradata».
Dal canto suo il presidente dell'Azione cattolica italiana, Franco Miano, ha ribadito la posizione dell'associazione che considera «grave l'accelerazione della crisi di Governo. Si finisce permettere in secondo piano gli interessi del Paese, vincono gli interessi particolari». Certo, spiega Miano, «mettere insieme schieramenti politici così diversi, si può dire opposti, non è forse la formula migliore, ma in un tempo di necessità non si poteva fare diversamente. Con la crisi il Paese arretra».
«Il Pdl sta dimostrando di avere a cuore gli interessi di una sola persona», è il commento lapidario di Luca Diotallevi, presidente delle Settimane sociali dei cattolici italiani.
E restano in allarme anche i vescovi ricordando, come dice monsignor Mariano Crociata, segretario della Cei, «che il Paese proprio per la situazione che sta vivendo ha bisogno di stabilità come presupposto necessario per la coesione sociale in un momento di perdurante crisi del Paese che pesa sui giovani e sulle famiglie».

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