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mercoledì 29 marzo 2017
 
ANDRIA
 

Sacra Spina, in attesa del prodigio

22/03/2016  La reliquia, che la tradizione vuole appartenere alla corona di spine di Gesù, s'arrossa e modifica la sua forma negli anni in cui l’Annunciazione (25 marzo) coincide con il Venerdì Santo. L'ultima volta nel 2005, la prossima nel 2157.

La Sacra Spina di Andria. Per gentile concessione della diocesi.
La Sacra Spina di Andria. Per gentile concessione della diocesi.

Cambia aspetto ogni anno in cui  l’Annunciazione coincide con il Venerdì Santo. La Sacra Spina, dal 1308  custodita nella Cattedrale di Andria,  rimane un inspiegabile quanto affascinante mistero. Tutti sperano che il 25 marzo 2016 quando la Chiesa locale e i fedeli attendono il ripetersi dell'evento. La preziosa reliquia, conservata in una teca di vetro, è - secondo la tradizione - uno dei frammenti lignei della corona intrecciata che venne posta sul capo di Gesù Cristo durante la Passione. Solitamente si manifestano rigonfiamenti, con la liquefazione in gocce di sangue vivo delle diciassette macchie violacee presenti sulla spina, fino alla comparsa di escrescenze biancastre argentee di pochi millimetri e persino di una vera e sorprendente fioritura come si verificò nel 1842.

Il reliquiario con la Sacra Spina (foto Cosmo Laera)
Il reliquiario con la Sacra Spina (foto Cosmo Laera)


La prima testimonianza scritta del fenomeno soprannaturale è del 1633. L’ultima straordinaria trasformazione risale al 2005 e fu osservata da una commissione di sacerdoti e laici tra cui medici esperti che annotarono le variazioni di colore,  piccole granulazioni biancastre-lanuginose e il rilievo di una sporgenza rosso rubino sulla punta. Finora non sono state date spiegazioni scientifiche, né tanto meno sono stati effettuati dei prelievi come esami del sangue da poterli eventualmente comparare con quelli della Sindone e della pezza di Manoppello. Per espressa e unanime scelta di tutti i componenti della commissione speciale non sono state messe in atto tecniche invasive di analisi quale ad esempio l’utilizzo del carbonio C14.

La cattedrale di Andria. Foto di Nicola Lavacca.
La cattedrale di Andria. Foto di Nicola Lavacca.

Tale decisione, ancora una volta, è stata presa sia per non compromettere l’integrità della reliquia, sia perché è convinzione di tutti, in primis del vescovo della diocesi di Andria, monsignor Raffaele Calabro, che se il prodigio dovesse nuovamente verificarsi sarà osservabile dagli occhi di ciascun fedele e non solo grazie a strumenti accessibili esclusivamente ad esperti. L’intera comunità andriese aspetta il grande evento dove la preghiera,  il culto e la venerazione si fondono per dare maggiore impulso alla testimonianza cristiana. Dice il vescovo Calabro: «E’ un’occasione propizia per puntare più decisamente alla santità di vita lasciando da parte il sensazionalismo e l’indulgere a mera curiosità. Invito tutti ad aprirsi ad uno spirito di fede che risvegli e alimenti una coscienza pura davanti a Dio». 

Fedeli in preghiera davanti al reliquiario (foto Cosmo Laera)
Fedeli in preghiera davanti al reliquiario (foto Cosmo Laera)

E’ stato proprio monsignor Calabro a chiedere e ad ottenere da papa Francesco l’istituzione dell’Anno Giubilare della Sacra Spina cominciato il 24 marzo 2015 che si concluderà il 3 aprile prossimo, festa della Divina Misericordia, incentrato sul perdono e con una tema di fondo molto significativo: “Ecco l'uomo. Gesù Cristo sorgente e modello di una nuova umanità”. 

La punta della sacra Spina s'imporpora e cambia aspetto: il ripetersi del prodigio nel 2005.
La punta della sacra Spina s'imporpora e cambia aspetto: il ripetersi del prodigio nel 2005.

Sono state molteplici le iniziative durante l’Anno Santo tra cui un Sussidio Pastorale improntato sulla carità, numerosi pellegrinaggi giubilari non solo in cattedrale ma anche in alcuni luoghi segnati dalla sofferenza e dal dolore come la Casa di accoglienza per stranieri Santa Maria Goretti, l’ospedale civile, i centri di ascolto per i poveri, il carcere per il progetto “Senza sbarre”. Grande attenzione alla missione-giovani. E’ stata avviata inoltre una raccolta fondi per costruire la cappella dell’Ecce Homo a Ngock-Ndom in Cameroun.  «Questo straordinario fenomeno racchiude in sé tutta la vita di Cristo: la nascita e la morte, il giorno del suo concepimento e quello della sua morte sulla croce»,  sottolinea don Gianni Massaro presidente della Speciale Commissione della Sacra Spina. 

Monsignor Raffaele Calabra osserva la Sacra Spina durante la ricognizione del 13 febbraio scorso. Per gentile concessione della diocesi.
Monsignor Raffaele Calabra osserva la Sacra Spina durante la ricognizione del 13 febbraio scorso. Per gentile concessione della diocesi.

Il 13 febbraio scorso, alla presenza di testimoni oculari tra cui tre vescovi, la commissione speciale e la sezione medico-scientifica coordinata dall’ematologo Antonio Riezzo, sono stati rimossi i sigilli (poi ripristinati dopo la ricognizione) dell’urna in vetro dove è collocata la Sacra Spina, grande circa quattro dita, per poterne rilevare con l’esame visivo il suo consueto aspetto “ligneo di color beige con la superficie finemente granulosa”. All’alba del 25 marzo si aprono le porte della cattedrale per venerare e osservare la Sacra Spina (trasferita nella cappella di San Riccardo patrono della città) attraverso anche l’ausilio di una telecamera ad alta definizione che consentirà di scrutare da vicino passo dopo passo i possibili cambiamenti. Un avvenimento unico nel suo genere che centinaia di fedeli entrando in chiesa o assiepati in piazza Duomo e in piazza Catuma vogliono seguire con trepidazione. Dovranno poi passare ben 141 anni per un altro prodigio, nel 2157 quando solo allora l’Annunciazione coinciderà nuovamente con il Venerdì Santo.

Speciale Giubileo della Misericordia
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