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mercoledì 17 luglio 2019
 
Il Papa ci scrive
 

Evangelii gaudium: la rivoluzione è ripartire dal Vangelo

26/11/2013  Papa Francesco scuote la Chiesa e il mondo con l'Esortazione apostolica che è quasi un'enciclica: «L'opzione per i poveri è una categoria teologica e non sociologica o filosofica»

C’è tutto il pontificato di Francesco, le sue parole dette e ripetute in questi mesi. Ma non sono le linee guida del pontificato. L’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, “La gioia del Vangelo”, è un testo che spiega come si deve fare per considerare il Vangelo il sussidiario del cristiano e come comportarsi di conseguenza.

È un testo completo, pedagogico, dove Bergoglio prende per mano il lettore e gli indica la via giusta per far diventare il Vangelo rilevante nell’attualità del mondo e nell’attualità della Chiesa.
Chiede a tutti conversione al Vangelo, come se fosse stato dimenticato, seppellito sotto montagne di documenti aggiunti, sotto cumuli di norme e di concetti morali e spirituali, sotto strati di strutture istituzionali ecclesiastiche.

Ma sbaglia chi prova a definire l’Evangelii gaudium un ennesimo documento. Non lo è. Anzi, è una novità assoluta. È il vademecum della conversione al Vangelo, un navigatore per capirlo e metterlo in pratica nel mondo complicato di oggi. È la prova che papa Francesco non è un agitatore di folle, non è solo un uomo e un Papa a cui guardare emozionandosi per i suoi gesti e le sue frasi ad effetto. Dietro a quei gesti e a quel sorriso c’è la solidità di argomenti importanti a partire dalla «conversione del papato: siamo avanzati poco in questo senso».

Ci sono denunce: «La centralizzazione eccessiva complica la vita della Chiesa e la sua dinamica missionaria». E ancora: «La predicazione morale cristiana non è un catalogo di peccati ed errori». Sono tante pagine, ma sono facili da leggere. Il linguaggio è totalmente nuovo rispetto al passato. Bergoglio spiega che cosa vuol dire una Chiesa povera e per i poveri: «L’opzione per i poveri è una categoria teologica».

Ci sono parole pesanti come macigni per il cuore dei cristiani e delle strutture della Chiesa: «La peggior discriminazione di cui soffrono i poveri è la mancanza di attenzione spirituale».
C’è una critica potentissima, come mai un Papa ha fatto, all’economia di mercato, alla globalizzazione selvaggia, alla finanza creativa: «Non si può aumentare la redditività riducendo il mercato del lavoro e creando in tal modo nuovi esclusi».

Si parla di “politici capaci” e non di politici cattolici. Non si parla di valori in astratto, nemmeno di quello della vita. Sull’aborto il Papa spiega che si è fatto troppo poco per aiutare le donne in difficoltà. Poi ci sono l’ambiente, la pace vera e la pace falsa, quella che serve per mettere a tacere i poveri quando protestano.

L’Evangelii gaudium darà fastidio, sarà una frustata sul mondo e sulla Chiesa. Il rischio è che ora qualcuno si applichi a smontarla o a contestualizzarla. Che sarebbe ben peggio.   

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Evangelii gaudium, la presentazione in Vaticano
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