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La messa in italiano compie 50 anni

06/03/2015  Paolo VI fu il primo pontefice a celebrare la celebrazione eucaristica in lingua italiana: esattamente mezzo secolo fa, il 7 marzo 1965.

La prima messa in lingua italiana venne celebrata da Paolo VI esattamente 50 anni fa, il 7 marzo 1965. Montini scelse per la celebrazione una parrocchia di Roma, quella di Ognissanti retta dagli Orionini. Fu una scelta altamente simbolica. Paolo Vi avrebbe potuto celebrare in Vaticano. Invece va in una parrocchia, la stessa dove adesso per ricordare l’avvenimento si reca Papa Francesco. Montini allora disse nell’omelia: “Straordinaria è l’odierna nuova maniera di pregare, di celebrare la Santa Messa. Si inaugura, oggi, la nuova forma della Liturgia in tutte le parrocchie e chiese del mondo, per tutte le Messe seguite dal popolo. È un grande avvenimento, che si dovrà ricordare come principio di rigogliosa vita spirituale, come un impegno nel corrispondere al grande dialogo tra Dio e l’uomo” poco dopo all’Angelus ripeté che “questa domenica segna una data memorabile nella storia spirituale della Chiesa, perché la lingua parlata entra ufficialmente nel culto liturgico”.

Paolo Vi fece quello che deliberà il Concilio con la Sacrosantum Conciluium, la prima delle Costituzioni conciliari approvata il 4 dicembre 1963 con solo 4 voti contrari e 2147 voti a favore. Resta ancora oggi il frutto più visibile e popolare del Concilio vaticano II: la riforma liturgica con l’altare girato verso l’assemblea e la Messa in italiano. Conferma mons. Pietro Martini, per anni Maestro delle cerimonie pontificie. “L’uso della lingua volgare nella Chiesa latina può essere considerato un evento fondamentale nella storia della Chiesa d’Occidente”. Marini ha tenuto una relazione storica sui cambiamenti del rito della Messa alcuni giorni fa proprio nella parrocchia dio Ognissanti dove Paolo VI celebrò la Messa 50 anni fa, nella quale ha spiegato che “l’uso della lingua parlata fa parte della teologia dell’incarnazione che esige un dialogo di comunione tra Dio e il suo popolo”. Infatti, ha precisato, “la liturgia della Chiesa di Roma nelle sue origini è stata celebrata in greco, perché era la lingua di uso corrente”.

Tecnicamente la data del 7 marzo 1965 venne scelta da Paolo VI perché quel giorno entrava in vigore l’istruzione “Inter Oecumenici”, la prima istruzione di attuazione della riforma liturgica, che non prevedeva solo l’uso delle lingua volgare, ma a che altri cambiamenti nella struttura della Messa. Alcune parti continuavano ad essere pronunciate in latino e occorrerà aspettare il 1969 per avere in italiano tutto il Messale Romano. Paolo VI fece fare nei mesi precedenti la celebrazione della messa del 7 aprile alcune prove in Vaticano e il giorno dell’Epifania del 1965 a Milano (era il pomeriggio del giorno dell’Epifania) il cardinale Colombo celebrò con una speciale dispensa una messa con parti in italiano in Duomo.

Ma la prima messa celebrata in italiano risale al 15 settembre 1953. Venne celebrata a Lugano alle 8 del mattino nella chiesa di san Nicolao dal cardinale Lercaro, arcivescovo di Bologna, in apertura del terzo Congresso liturgico internazionale che aveva proprio per tema “La partecipazione attiva dei fedeli alla liturgia”. Fu anche la prima messa concelebrata, allora un modo proibito. Il Giornale del popolo, quotidiano ticinese, scrisse il giorno dopo: “Abbiamo assistito ad un rito semplice di austera bellezza con la lettura dell’epistola e del vangelo in italiano”. Alla Messa prese parte anche il cardinale Ottaviani, custode della dottrina della fede, a Lugano per il Congresso, che il giorno dopo tornò a Roma in segno di protesta. Anche Lercaro in giorno successivo non partecipò alla concelebrazione, che venne presieduta dal cardinale di Colonia Frings, che poi partecipò al Concilio e scelse come suo teologo di fiducia un giovane sacerdote Jospeh Ratzinger.

L’ultima Messa di quel Congresso che venne invece concelebrata dal vescovo di Lugano mons. Angelo Jelmini. Non c’era disposizioni per celebrare parti della messa in italiane e quel rito benne ritenuto un abuso. Tanto che nella preparazione del quarto congresso liturgico nel 1965 ad Assisi, il cardinale Cicognani, allora prefetto della sacra Congregazione dei riti, si impegnò in prima persona per evitare che la cosa si ripetesse. Al fuori dell’Italia alcune conferenze episcopali aveva già ottenuto la possibilità di avere rituali bilingue. Nel 1947 lo ottenne l’episcopato francese e tedesco e nel 1954 l’episcopato americano. In Italia nel 1953 venne solo autorizzato l’uso dell’italiano nelle risposte dei fedeli durante il rito del battesimo.

Ma la prima Messa celebrata interamente in lingua volgare fu quella in croato e l’autorizzazione venne da Pio XI. Accadde il 1° maggio 1931. In Germania in alcuni monasteri si celebrava la messa in tedesco e in particolare in quello di Maria Laach nella Renania-Palatinato, diocesi di Treviri, alla domenica si recavano folle immense, soprattutto di giovani, appunto per poter avere la messa in tedesco.  

 
 
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