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Laudato sì', l'enciclica del Papa sull'ambiente

10/06/2015  «Laudato sì, sulla cura della casa comune», la seconda enciclica di papa Francesco sarà pubblicata il 18 giugno. Verrà presentata in Vaticano da un cardinale, Peter Turkson, un rappresentante del patriarcato ortodosso di Costantinopoli, Giovanni Zizioulas, e uno scienziato, John Schellenhuber, fondatore e direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research. D'accordo con le riflessioni fin qui fatte dal Papa in materia ecologica sono la maggior parte dei leader religiosi del mondo che a luglio firmeranno un testo comune sul clima

La copertina dell'enciclica di papa Francesco che uscirà il 18 giugno
La copertina dell'enciclica di papa Francesco che uscirà il 18 giugno

Il titolo della seconda enciclica di papa Francesco sarà enciclica «Laudato sì’, sulla cura della casa comune». Il titolo è stato pubblicato mercoledì dal Bollettino quotidiano della Sala Stampa della Santa Sede e conferma l’anticipazione di Famiglia Cristiana di venerdì scorso. Verrà presentata il 18 giugno da un cardinale, Peter Turkson, un rappresentante del patriarcato ortodosso di Costantinopoli, Giovanni Zizioulas, e uno scienziato, John Schellenhuber, fondatore e direttore del “Potsdam Institute for Climate Impact Research”. La novità è la presenza del vescovo ortodosso Zizioulas, il più noto teologo del Patriarcato di Costantinopoli, braccio destro del Patriarca Bartolomeo I, che sui temi ambientali da anni sta portando avanti una riflessione teologica e pastorale molto avanzata. La presenza di Zizioula conferma la sintonia con Papa Francesco.

Dell’enciclica si è parlato questo mercoledì alla riunione del C9 il Consiglio dei cardinali che sta lavorando alla riforma della Curia con una relazione di padre Micheal Czerny del Pontificio Consiglio "Iustitia et pax". Ha spiegato che “per desiderio” del Papa ai vescovi di tutto il mondo è stato mandata per e-mail un dossier che contiene un sussidio con suggerimenti e testi precedenti del magistero di papa Francesco sui temi dell’ambiente in modo che i vescovi possano accompagnare la pubblicazione la prossima settimana dell’enciclica con “spiegazioni e commenti appropriati”.

La seconda enciclica di Papa Francesco riprende nel titolo le parole italiane del volgare umbro del XIII secolo di quello che è noto come il Cantico delle Creature o anche Cantico di Frate Sole, il testo poetico più antico della letteratura italiane. Il titolo non sarà tradotto in alcuna lingua, nemmeno in latino. La Lev ha già venduto i diritti di pubblicazione in molti Paesi del mondo e la bozza di copertina è stata pubblicata questa mattina dal blog semiufficiale vaticano “Il sismografo”.

La scelta di un titolo in italiano non è una novità. Pio XI, per esempio, ne scrisse una in italiano “Non abbiamo bisogno” nel 1931 e una in tedesco “Mit brennender Sorge” contro il nazismo. Altri papi prima di lui avevano usato titoli in italiano e anche in francese. Pio IX invece scrisse oltre 40 encicliche tutte in latino. E’ possibile che questa enciclica sia stata scritta direttamente in spagnolo da Bergoglio. La traduzione in latino, lingua ufficiale della Chiesa, apparirà in seguito. Attorno alla pubblicazione dell’enciclica c’è una certa fibrillazione e dagli Stati Uniti è già partito un fuoco di fila preventivo contro il testo da parte delle lobby che fanno capo alle grandi multinazionali. Il 2 giugno il gigante energetico Exxon ha inviato addirittura una delegazione in Vaticano per spiegare le sue posizioni su energia e riscaldamento climatico. Le posizioni di Papa Francesco in materia ecologica sono note. Più volte ha detto che l’economia legata agli interessi e alle lobby “uccide”. Ciò che preoccupa il sistema capitalistico delle multinazionale è soprattutto il linguaggio diretto di Francesco, comprensibile a tutti. Eppure lui non è il primo papa che va all’attacco di questo sistema. Benedetto XVI nella Caritas in veritate ha denunciato i guasti della finanzia e degli gnomi che la controllano. Ma Ratzinger non aveva la popolarità di Bergoglio e quindi non c’è stata molta preoccupazione.  D’accordo con il papa invece sono la maggior parte dei leader religiosi del mondo che a luglio firmeranno un testo comune sul clima, al quale ha lavorato soprattutto il patriarca ecumenico Bartolomeo I.

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