Sarà la guarigione scientificamente inspiegabile di un uomo brasiliano all’ultimo stadio di un tumore maligno al cervello a portare alla canonizzazione Madre Teresa di Calcutta. La data ora c’è: secondo l’Agi sarà il 5 settembre 2016, memoria liturgica della beata, durante il Giubileo della misericordia. Quel giorno ricorre ancheil  centoseiesimo anniversario della nascita di Teresa, al secolo Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu, la religiosa nata a Skopje in Albania e divenuta simbolo dell'amore per gli ultimi tra gli ultimi nei sobborghi di Calcutta. Molto probabilmente la canonizzazione sarà esattamente il giorno precedente, cioè domenica 4 settembre.

 Il miracolo, che riguarda un fedele della diocesi di Santos, è avvenuto dopo che l’uomo  aveva pregato intensamente Madre Teresa: dalle Tac è improvvisamente e inspiegabilmente scomparso il cancro che si era ormai esteso a un’ampia porzione del cervello.   Per arrivare agli altari, però, l’iter dovrà proseguire e mancano alcuni passaggi.  Il presunto miracolo attribuito all'intercessione della beata Madre Teresa sarà preso in esame dai cardinali e vescovi della Congregazione per le Cause dei santi il mese prossimo. Anche se quello dei porporati non è un esame di merito, quello viene svolto dalla Consulta medica del dicastero ed è già avvenuto con esito positivo, sono sempre possibili richieste di approfondimenti che possono far slittare i tempi del processo. Una volta che i cardinali e vescovi della Congregazione si sono pronunciati, la decisione viene presentata dal cardinale Prefetto al Papa, il quale approva il miracolo e quindi comunica la data della cerimonia al concistoro dei cardinali.  

Durante il viaggio del settembre 2014 a Tirana Papa Francesco aveva raccontato il suo incontro con Madre Teresa di Calcutta durante il Sinodo del 1994. La beata era una donna che non si lasciava impressionare, neanche dall'assemblea del Sinodo, e «diceva sempre quello che voleva dire», aveva confidato Francesco al sacerdote che ha fatto da interprete durante il viaggio in Albania. Una confidenza rivelata durante la conferenza stampa a Tirana da padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. «Era seduta proprio dietro di me durante i lavori», disse il Papa. «Ne ho ammirato la forza, la decisione dei suoi interventi, senza lasciarsi impressionare dall'assemblea dei vescovi. Diceva quello che voleva dire...». E poi fece una battuta: «Avrei avuto paura se fosse stata la mia superiora!».