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Memoria e riconoscenza: «Io, don Bosco, i miei e i salesiani»

31/01/2019  Nel giugno 2015, a Torino, nella Basilica di Maria Ausiliatrice papa Francesco ha pronunciato un discorso a braccio. Caldo. Appassionato. Autobiografico. I cortili, l'educazione e la squadra di calcio: il santo dei giovani dal Piemonte a Buenos Aires

Il calore dei giovani circonda il Papa dalla mattina. Le casacche con la scritta "Turin for young" si vedono ovunque. E l'entusiasmo esplode, ancor apiù incontenibile, quando il Papa va a rendere omaggio al fondatore dei salesiani, al "prete dei giovani" come l'aveva definito l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, nel salutare il Papa.
Nella basilica di  Maria Ausiliatrice, dopo il momento di raccoglimento e preghiera e l'omaggio floreale che sempre papa Francesco fa a Maria nelle sue visite pastorali, Bergoglio pronuncia il suo secondo discorso della giornata torinese (oltre all'omelia e all'Angelus).
«Ho pensato tanto a cosa dirvi, ma è troppo formale. Lo consegno al rettor maggior perché ve lo faccia conoscere», dice il Papa. E poi racconta della sua amicizia con don Angel Fernandez Artime. «Di lui mi ha colpito il servizio e l'umiltà», dice il Papa ricordando gli anni in cui il rettor maggiore era stato in Argentina.
Racconta la sua esperienza con i salesiani. «La mia famiglia è molto attaccata ai salesiani. Il mio papà appena arrivato in Argentina è andato dai salesiani nella chiesa italiana. Alla basilica di Maria Ausiliatrice, la parrocchia san Carlo, e ne ha conosciuti tanti. E mio papà subito si è affezionato a una squadra di calcio, che aveva fondato un salesiano! A 500 metri dalla basilica di san Carlo, lì quel salesiano ha fondato una squadra di calcio con i colori della Madonna, rosso e blu. Ma con i ragazzi di strada eh? Subito. Per me è la migliore squadra di Argentina, tante volte campione… Quindi ha conosciuto mia mamma, che abitava a pochi metri, e si sono sposati da un prete che ha seguito me e mio papà tutta la vita. Un missionario salesiano della Patagonia, nato a Lodi, un bravo uomo e grande confessore della famiglia salesiana. Io andavo a confessarmi da lui, mi ha battezzato.. e ha aiutato la mia vocazione. Nel momento di passare dal seminario alla Compagnia di Gesù mi ha aiutato». Il Papa parla della squadra di calcio fondata da padre Lorenzo Massa con i ragazzi di strada e poi del missionario salesiano da cui si confessava. Bergoglio racconta che, quando la sua mamma, dopo il quinto parto, era rimasta paralitica, per un periodo era andato nel collegio salesiano. E i salesiani lo hanno formato nell'affettività, «Don Bosco, con l'amore, faceva maturare l'affettività dei ragazzi», racconta il Papa.
Perché don Bosco era capace di educare all'affettività avendo avuto la mamma Margherita, mamma «buona, carina e forte. Non si può capire don Bosco senza mamma Margherita. E io mi domando se i salesiani e le salesiane oggi quando si tratta di educare una ragazza fanno vedere cosa faceva questa donna semplic e povera, che ha fatto crescere il cuore del figlio».
Il Papa non ha remore a parlare della Torino di fine ottocento, «massonica, mangiapreti, anticlericale, anche demoniaca. Torino è uno dei punti, demoniaca». E a dire perché che da qui sono usciti tanti santi. Oggi la situazione dei giovani non è cambiata e i salesiani hanno la stessa missione di intercettare i ragazzi che non studiano e non lavorano - il 40 per cento sotto i 25 anni, ricorda il Papa - per educarli ai mestieri d'urgenza, elettricista, idraulico, o mestieri che possono assicurargli un lavoro.
Il Papa ripete la missione alla «educazione di emergenza»  attingendo alla «creatività salesiana» e infondendo loro la gioia, «una cosa che no dimentico mai. La gioia salesiana perché tutto quello che ci ha dato il Signore è bello».
E quindi sì al lavoro perché «con lo stomaco vuoto non si può lodare Dio», ma anche all'educazione a misura di crisi e per dare gioia.
I tre grandi amori di don Bosco, ai quali Bergoglio fa più volte riferimento e che devono essere alla base dell'azione salesiana sono per la Madonna, per l'eucaristia e per il Papa. «Don Bosco non si vergognava della Madonna perché non si vergognava della sua mamma e si fidava di Dio affidandosi alla Madonna».
E con Maria il Papa fa ancora una volta riferimento al ruolo delle donne nella Chiesa spiegando che, a chi gli chiede di far diventare una donna capo di un qualche dicastero lui risponde che quello è un ruolo funzionalista, di burocrazia e che altro è il ruolo della donna: «La donna nella Chiesa ha lo stesso lavoro, per dirlo così, che aveva la Madonna con gli Apostoli nella mattina di Pentecoste. Gli Apostoli senza Maria non andavano: Gesù ha voluto così».
Sull'Eucaristia il Papa chiede di interrogarsi oggi sul come si spiega e sul come si fa entrare i ragazzi nel mistero eucaristico.
E infine l'amore al Papa che significa amore non a una persona, ma alla Chiesa, perchè il Papa è lo sposo della Chiesa «Dietro quell'amore bianco per il Papa c'è l'amore alla Chiesa», ripete Bergoglio.
«Tre amori bianchi» li definisce il Papa che sono la sintesi del pesniero del fondatore dei salesiani di cui si ricordano i duecento anni dalla nascita.

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