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Migranti, la notte dell'Europa: il Papa va a Lesbo

06/04/2016  Il 16 aprile. E’ un viaggio pastorale, fatto insieme al leader ortodosso Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli, ma avrà un dirompente significato politico, dopo il criticatissimo accordo Ue-Turchia sui rimpatri forzati. Un gesto di misericordia nell'infinito calvario di chi fugge da guerre e povertà.

Nelle immagini sopra, in alto e in copertina: Grecia, l'infinito calvario di profughi e migranti. Un'operazione di salvataggio al largo dell'isola di Lesbo. Foto Reuters
Nelle immagini sopra, in alto e in copertina: Grecia, l'infinito calvario di profughi e migranti. Un'operazione di salvataggio al largo dell'isola di Lesbo. Foto Reuters

Il viaggio del Papa a Lesbo, insieme al patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, è la risposta cristiana alla crisi dei migranti sulla quale l’Europa ha balbettato, dopo aver litigato, con la firma di un piano di accoglienza inattuabile che assomiglia ad una resa. Bergoglio, come ha fatto a Lampedusa, primo viaggio del Pontificato, parlerà chiaro insieme alle Chiese cristiane ortodosse, che nell’isola hanno fatto fronte con la gente all’emergenza per molti mesi. E’ un viaggio pastorale senza dubbio, ma avrà un dirompente significato politico.

E’ un viaggio che abbraccia la piccola Grecia, lasciata da sola davanti all’emergenza che da Lesbo a Idomeni, sulla frontiera macedone, ha visto sfilare la sofferenza di chi scappa dai conflitti, non solo siriano, ma è stato respinto dall’insipienza delle Comunità Europea, la quale ha deciso di spendere miliardi di euro per chiudere le porte, invece di pochi milioni per accogliere i rifugiati, dando l’impressione di fare un favore al sultano che governa Ankara. Esattamente lunedì 4 aprile, il primo giorno di attuazione dell’accordo tra Ue e Turchia sul respingimento dei migranti, padre Camillo Ripamonti, presidente del centro Astalli dei Gesuiti ha detto: “Assistiamo al primo atto di una serie di violazioni gravissime ai danni dei migranti. L’Unione Europea continua a non rispondere alla domanda principale: come è possibile oggi arrivare a chiedere asilo in Europa senza affidarsi ai trafficanti? Il traffico di esseri umani non si combatte colpendo le vittime. Assurdo doverlo ribadire. Al momento non ci sono alternative legali. Ci pare ampiamente dimostrato che innalzare muri non basta e soprattutto non serve. Oggi si calpestano 60 anni di lavoro sui diritti umani”.

Grecia, l'infinito calvario di profughi e migranti. Un'operazione di salvataggio al largo dell'isola di Lesbo. Foto Reuters,
Grecia, l'infinito calvario di profughi e migranti. Un'operazione di salvataggio al largo dell'isola di Lesbo. Foto Reuters,

La decisione di papa Francesco e di Bartolomeo I serve per ribadire che si possono invece percorrere le rotte dell’accoglienza. Il presidente di Caritas Grecia, padre Antonio Voutsinos, ha commentato la notizia del viaggio parlando di “ grande gesto ed esempio molto forte per tutti gli altri, anche se temo che i politici europei non lo ascolteranno granché”.  La notizia della missione ecumenica sull’isola è stata data martedì 5 aprile con una nota del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa greca, ripresa dai giornali di Atene, e poi confermata dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi, senza aggiungere particolari, né conferma della data.

Secondo fonti greche e del patriarcato ecumenico la visita sarebbe prevista per
venerdì 15 aprile. E ogni venerdì del mese papa Francesco in questo anno della misericordia ci ha abituato a fare un gesto di misericordia. La decisione nasce dall’appello drammatico lanciato nel bel mezzo della crisi di Idomeni dal primate della Chiesa ortodossa greca Ieronymuos II: “Qualcuno ci aiuti ad aiutare”. Il primate aveva poi scritto una lettera alle istituzioni europee e agli capi delle Chiese ortodosse per chiedere un maggior impegno su quello che nella lettera ha definito “un dramma per tutta l’Europa”.

L’appello è stato accolto da Bergoglio e da Bartolomeo. Il patriarca greco si era recato anche in punto nevralgico per la Grecia sul fronte dei profughi, il porto del Pireo, dove aveva distribuito viveri e coperte insieme ai volontari delle associazioni umanitarie greche. In Grecia a fianco degli ortodossi lavora anche la piccola Caritas della Grecia, sostenuta da mesi dalle Caritas di vari Paesi d’Europa, in prima fila quella italiana. La Chiesa ortodossa greca non è tra quelle più attive nel dialogo ecumenico, anzi si può dire che sia tra quelle più reticenti. Eppure sul dramma dei rifugiati ha parlato sempre molto chiaro, denunciando le distorsioni europee e l’abbandono della gente. I tre leader religiosi si troveranno sull’isola di Lesbo, insieme alla autorità greche, il presiedente Prokopis Pavlopoulos e il premier Tzipras.

Le preoccupazioni di papa Francesco per la crisi umanitaria innescata dalla chiusura della cosiddetta rotta balcanica erano state espresse poco prima di Pasqua anche dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, nella sua missione a Skopjie in Macedonia dove aveva visitato anche un campo profughi. Il Papa, il 21 marzo, aveva ricevuto a Roma il metropolita greco Gabriel de Nea Ionia, che recentemente aveva preso parte alla conferenza del Consiglio ecumenico delle Chiese a Ginevra dedicata alla crisi dei profughi. In Grecia ci sono 50 mila profughi, che per evitare di essere riportati in Turchia stanno affrettando con grande difficoltà le pratiche di richiesta d’asilo. I tre leader religiosi sull’isola di Lesbo dovrebbero visitare un campo profughi e poi riunirsi per una preghiera e una dichiarazione comune. La Santa Sede per ora non ha pubblicato alcun programma ufficiale, né ha confermato che il luogo della visita sia l’isola di Lesbo. Ma Lesbo, come Lampedusa, è il primo approdo dei profughi che raggiungono l’Europa.

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