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venerdì 29 luglio 2016
 
 

«Mio figlio costretto ad andare a scuola con specchio e rossetto»

14/11/2014  Mauro ancora non ci crede. Ricordando l'anno scorso quando suo figlio di sei anni è stato costretto ad andare a scuola con il rossetto e uno specchio. E a quello di quattro la maestra ha detto che compiuti gli anni poteva diventare una femminuccia.

Non ha molte parole da dire Mauro quando ripensa a quanto accaduto lo scorso anno nel plesso dove andavano a scuola due dei suoi quattro figli. «Un giorno» ricorda, «è tornato a casa quello di sei che faceva la prima elementare dicendomi che la maestra gli faceva mettere il rossetto e li faceva parlare davanti allo specchio per imparare a scandire le parole».  Saranno i compagni, aveva risposto Mauro cercando di sdrammatizzare «o una tua compagnetta; finché un giorno l'insegnate ha scritto sul quaderno, nero su bianco, proprio quella richiesta: portare a scuola rossetto e specchietto».

Mauro immediatamente ha scritto di fianco alla richiesta di spiegarne il perché: «Uno è anti-igenico passarsi il rossetto; due, magari lo chiedi prima a me che a mio figlio di sei anni; tre, è umiliante per lui che vede solo la mamma mettere il rossetto. Non serve il rossetto basterebbe lo specchietto se è per la pronuncia delle parole. Oltretutto, con specificato "rossetto rosso". Ho chiesto  spiegazioni alla dirigente scolastica ma niente, solo dopo due mesi ho visto l’insegnante. Sosteneva che non ci fosse nulla di male nel far mettere il rossetto anche a un bambino. Da lì, poi, sono successe una serie di cose concatenate fino ai corsi sulla sessualità. Anche per il più piccolo di quattro anni, all'asilo nello stesso plesso. Un giorno è venuto da me piangendo dicendomi che la maestra gli aveva detto che poteva diventare una femminuccia compiuti i quattro anni».

E questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mauro ha spostato entrambi i figli, sia il mezzano che il piccolo. «E oggi chi è rimasto in quella scuola lotta perché vogliono introdurre l’educazione al gender nel piano di offerta formativa (pof). Senza capire che così travi l’innocenza dei bambini nel loro inconscio togliendogli la bellezza della vita che sta anche nello scoprire l’altro. I genitori sono lì apposta per spiegare, al momento giusto e solo loro sanno qual è, la sessualità, l’affettività e cosa vuol dire volere bene».      

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