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Padre Pio, il grande innamorato della Madonna

20/09/2018  La chiamava «Mammina», la vedeva ai piedi dell’altare e nel confessionale. «La prego sempre», spiegava, «di suggerire a me quanto devo dire e ai miei figli spirituali quello che devono dirmi. E mi ascolta». Era con lui anche mentre spirava, 50 anni fa, ripetendo i nomi di Gesù e Maria

La presenza della Madonna è stata una costante per tutta la vita di padre Pio, dall’alba al suo tramonto, tanto da fargli affermare: «Io mi sento come una barchetta a vela, spinto dal respiro della Mamma Celeste». Ne riscopriamo quest’amore intenso alla vigilia della doppia ricorrenza ravvicinata che attrae pellegrini di tutto il mondo a San Giovanni Rotondo: il centenario delle stimmate, il 20 settembre e, tre giorni dopo, i 50 anni dalla morte. Nel 1915, padre Agostino da San Marco in Lamis, sul suo Diario, in merito al mistico confratello, che era suo penitente, annotava: «Le estasi e le apparizioni cominciarono al quinto anno di età, quando ebbe il pensiero ed il sentimento di consacrarsi per sempre al Signore, e furono continue».

Tra queste apparizioni certamente possiamo annoverare anche quelle della Vergine Maria. Infatti, subito dopo, padre Agostino ha aggiunto: «Interrogato come mai le avesse celate per tanto tempo, candidamente rispose che non le aveva manifestate perché le credeva cose ordinarie che succedessero a tutte le anime; difatti un giorno mi disse ingenuamente: “E lei non la vede la Madonna?”. Ad una mia risposta negativa soggiunse: “Lei lo dice per santa umiltà!”».

L’ambito in cui padre Pio ha avvertito in maniera più viva e più incisiva la presenza della Madre di Dio è stato il ministero sacerdotale, in particolare durante la Messa e il sacramento della Riconciliazione. Scrivendo al suo confessore il primo maggio 1912, il frate di Pietrelcina gli confidò: «Padre mio, questo mese come predica bene le dolcezze e la bellezza di Maria! La mia mente nel pensare agl’innumerevoli benefici che ha fatto a me questa cara mammina mi vergogno di me stesso, non avendo guardato mai abbastanza con amore il di lei cuore e la di lei mano, che con tanta bontà me li compartiva. Povera Mammina, quanto bene mi vuole. L’ho constatato di bel nuovo allo spuntare di questo bel mese. Con quanta cura mi ha ella accompagnato all’altare questa mattina. Mi è sembrato ch’ella non avesse altro a pensare se non a me solo col riempirmi il cuore tutto di santi affetti».

Ormai carico di anni e di esperienze, padre Pio rivelò inoltre a un giovane sacerdote cappuccino che la Vergine condivideva con lui la missione di dispensare la misericordia divina. «Lei mi accompagna nel confessionale – disse – per mettermi a disposizione dei fratelli e mi mostra, sempre coperte dal velo della sua pietà, le anime innumerevoli in attesa di un’assoluzione distruttrice di ogni male e creatrice di ogni bene. Per merito e volere suo ho la gioia di contemplare questo fenomeno di grazia con i miei occhi ed ho anche la gioia di vedere interpretato, come vuole Lei, il significato delle mie assoluzioni e di tutte le opere che vengono appresso. Io la prego sempre di venire vicino a me, di suggerirmi quanto devo dire e la prego di suggerire anche ai miei figli spirituali quello che devono dirmi. E sono sicuro di essere ascoltato da Lei».

Maria di Nazareth, inoltre, è sempre stata il punto di riferimento delle sue preghiere, soprattutto di quelle elevate per invocare l’intervento divino sulle necessità dei tanti bisognosi che si rivolgevano a lui. In quei momenti di intimo colloquio con il Signore, il frate stigmatizzato cercava di tenere i suoi «occhi negli occhi della Mamma Celeste», avendo piena consapevolezza che «le nostre preghiere valgono niente o quasi niente», mentre «diventano quasi onnipotenti, quando sono accompagnate, come in un duetto, dalla intercessione della Madonna».

A lei, infine, padre Pio rivolgeva il suo sguardo per sopportare e superare le tante e dolorose prove della sua esistenza. «Nelle oscurità, nelle tempeste – affermava – non c’è niente di più rassicurante che stringerci forte forte alla Mamma, alla Mamma del Cielo». E la Consolatrice degli afflitti non gli ha mai fatto mancare la sua amorevole protezione. Per questo egli si sforzava di inculcare la devozione mariana in tutti i suoi figli spirituali e, più in generale, in quanti si affidavano alle sue preghiere, garantendo: «A un solo cenno della nostra Madre Benedetta, la disperazione, male del nostro secolo, cancro della società, fuggirà». E ha predetto: «Fortunatamente le attuali eretiche concezioni non distruggeranno la nostra fede nella Madonna, negli angeli e nei santi; ma, precisiamo, la miscredenza perderà la battaglia, proprio quando, a tutti gli effetti, sparata l’ultima cartuccia e distrutto l’ultimo sentimento di fede, crederà di aver vinto».

Il conforto e l’amorevole presenza della Vergine Maria non potevano certamente mancargli nell’estremo istante della sua vita terrena, il 23 settembre 1968. Fra Pellegrino Funicelli, che è stato l’assistente personale di padre Pio negli ultimi anni, e quindi anche nell’ultima notte, ha rivelato che, prima di entrare in agonia, lo sguardo dell’anziano confratello è rimasto fisso verso una parete della sua cella, dove erano appese le fotografie dei suoi genitori, ma affermava: «Io vedo due mamme. Inoltre tutti i numerosi testimoni del decesso sono stati concordi nel testimoniare che il santo cappuccino è spirato ripetendo in continuazione i nomi di Gesù e di Maria. Un confratello e studioso di padre Pio, fr. Marcellino Iasenzaniro, in uno dei suoi libri, lo ha definito «un grande innamorato della Madonna». E certamente lo è stato. Ma è importante anche evidenziare il suo anelito a trasferire questo amore ai suoi figli spirituali e ai suoi devoti. «Vorrei avere una voce sì forte – ha scritto il frate di Pietrelcina nel 1912 al già citato padre Agostino – per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Ma poiché ciò non è in mio potere, ho pregato, e pregherò il mio angiolino a compiere per me questo ufficio». Lui, però, non rinunciava a svolgere questo compito che si era dato nei contesti in cui la sua «voce» poteva arrivare. A cominciare dal suo convento. Lo ha attestato fr. Pellegrino, che in una conferenza tenuta a San Giovanni Rotondo nel 1985 ha raccontato: «Sempre, in ogni circostanza, come confratello e soprattutto come confessore egli, con gli esempi e con gli atteggiamenti oltre che con i suggerimenti e le esortazioni, mi aveva invogliato a venerare la Mamma Celeste, mi aveva esortato a gustare la gioia di amarla svisceratamente». In una circostanza, allo stesso confratello, padre Pio confidò: «Se i miei figli spirituali si convinceranno di questa fede e devozione verso la Madre Benedetta, non crederò di aver lavorato invano in questo mondo e alla mia morte riposerò in pace»

I tre misteri della morte di padre Pio di Stefano Campanella , San Paolo Edizioni su Sanpaolostore.it

I tre misteri della morte di padre Pio. Stefano Campanella cerca le risposte di alcuni segni eccezionali legati alla morte del santo di Pietrelcina

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