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martedì 12 dicembre 2017
 
CARCERE E BAMBINI
 

Papà, esci dalla cella e fai gol con me

06/12/2017  Si è svolta ieri nelle carceri milanesi e in altri istituti di pena italiani La partita con papà, iniziativa dell'associazione dell'associazione Bambini senza sbarre per aiutare i figli di genitori detenuti a migliorare i rapporti con loro

Sono 100 mila i bambini figli di detenuti in Italia e per aiutarli a incontrare i loro papà fuori dalle celle l’associazione Bambinisenzasbarre ha organizzato ieri, per il terzo anno consecutivo “La partita con papà”. In contemporanea nelle tre carceri milanesi di Opera, San Vittore e Bollate, e altre sul territorio nazionale i piccoli hanno potuto giocare con i loro papà, un po’ come possono fare tutti i giorni al parco i loro amici più fortunati.

Questa giornata è stata organizzata con il sostegno del Ministero di Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, un’iniziativa unica in Europa, per sensibilizzare le istituzioni, i media e l’opinione pubblica sulla situazione di questi bambini che vivono la separazione dal proprio genitore detenuto. Testimonial dell’evento è stata Regina Baresi, figlia dell’ex difensore dell’inter Beppe e capitano dell’Ad Inter femminile, che ha arbitrato la partita nel carcere di Bollate.

“La partita con papà” si inserisce nella Campagna “Dona un abbraccio”, che si concentra propio sulla necessità di mantenere il legame con il genitore, fondamentale per la crescita del bambino. “Un legame che si fonda sugli aspetti affettivi della relazione che vengono salvaguardati. Il padre in carcere continua ad amare il figlio e viceversa – afferma Lia Sacerdote, presidente dell’associazione - Il mantenimento del legame tra il genitore e il figlio, durante la detenzione, svolge un’importante funzione preventiva rispetto a fenomeni di devianza giovanile, abbandono scolastico, illegalità, più frequenti in presenza di un’interruzione del rapporto genitori figli”.

Questa giornata speciale punta anche a porre l’accento sui pregiudizi di cui sono spesso vittime questi bambini, “che si trovano a dover pagare per un crimine che non hanno commesso, perché troppo spesso stigmatizzati ed emarginati, e per ricordare che il figlio di genitori detenuti è innanzitutto un bambino con i suoi bisogni e i suoi diritti”. L’associazione Bambinisenzasbarre, attiva da 15 anni ha firmato il protocollo Carta dei diritti dei figli dei detenuti, prima in Europa nel suo genere, con il Ministero della Giustizia e con il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza e ha realizzato lo Spazio Giallo all’interno delle carceri: ambiente protetto dove far incontrare genitori e figli. I fondi raccolti dalla campagna “Dona un abbraccio” verranno utilizzati per creare nuovi Spazi Gialli negli istituti di detenzione italiani.

Foto: Facebook

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