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domenica 16 dicembre 2018
 
 

Roberta Cocco, manager e mamma

19/09/2013  Dirigente di alto livello alla Microsoft, ha tre figli e ha saputo conciliare lavoro e famiglia. Grazie anche alle tecnologie e all'aiuto del marito.

In Italia non è comune trovare una mamma di tre figli che abbia conciliato una carriera al top con la nascita e la crescita di tre bambini. Una tra queste mamme si chiama Roberta Cocco, a lungo direttore centrale marketing di Microsoft Italia e ora direttore del programma di Responsabilità sociale e progetti a sviluppo nazionale, sempre nella stessa azienda.

I suoi figli, Andrea, Anna e Tommaso, oggi hanno rispettivamente 11, 9 e 7 anni. ”Ho avuto Andrea a 36 anni ed ero nel pieno della crescita professionale”, ricorda Roberta Cocco, “e gli altri due nei 3 anni successivi. Avevo già costruito un mio percorso professionale che stava crescendo, ma quando sono arrivati i bambini li ho considerati la cosa più importante, che non poteva essere messa in competizione con nient’altro. Certo, tre figli in 4 anni sono stati una bella sfida, ma più per me stessa che per il mio lavoro. Ho condiviso con trasparenza la mia volontà in azienda, e ho trovato il giusto equilibrio per gestire la situazione”.

Il fatto che l’azienda di Roberta Cocco si chiami Microsoft non è stato secondario: per l’elasticità nel valutare il lavoro dai risultati e non dalle ore trascorse in ufficio, per una serie di benefit ai dipendenti (tutti i dipendenti) che migliorano la conciliazione tra vita professionale e vita familiare, e perché – essendo protagonista della rivoluzione tecnologica – ha inserito in fretta gli strumenti tecnologici tra i benefit di cui si è appena detto.

Conferma Roberta Cocco: “Un grande aiuto mi viene dalla tecnologia, che mi permette di gestire i tempi della vita professionale conciliandoli con le necessità di quella personale. Tablet e smartphone mi consentono di essere connessa anche se devo seguire impegni familiari; così evito di perdermi momenti importanti della mia famiglia. Ci sono comunque anche situazioni in cui lavoro e famiglia hanno spazi ben distinti e mi assorbono in modo esclusivo. E’ giusto così, ma bisogna essere precisi nel definire i confini di questi momenti”.

Uno dei maggiori sostegni per la moglie-mamma –manager è sempre stato il marito Fabrizio, “che ha un lavoro molto impegnativo, ma ha compreso da subito l’importanza del lavoro per me, rendendosi disponibile a organizzare i reciproci impegni professionali in modo da rendere ottimali i nostri tempi di presenza con i bimbi. E’ sempre disponibile a dare una mano in casa, e ci dividiamo senza problemi la copertura delle necessità della famiglia”.

Meno immediata la comprensione del lavoro di mamma per i figli:
nel primo tema in seconda elementare, Andrea rispose così alla domanda “che lavoro fa la tua mamma?”: “La mia mamma non lavora. Lei parla”. Benché Roberta Cocco ammetta che vorrebbe “giornate di 36 ore, per avere un po’ più di tempo per me stessa, le amiche, lo shopping, la lettura di un buon libro”, è senza false modestie che si definisce “una persona normalissima, che non ha voluto scegliere tra famiglia e lavoro, e ha modulato la propria carriera conciliandola con la parte personale. Io credo che sia un abbinamento possibile per molte donne, ricordando che gli strumenti tecnologici oggi permettono una libertà di gestione e ottimizzazione del proprio tempo che fino a pochi anni fa erano impensabili. Per questo nel 2005 ho creato “futuro@lfemminile”, un progetto di responsabilità sociale per aiutare le donne a conciliare famiglia e lavoro grazie alla tecnologia”.

 
 
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