Un segnale incoraggiante, senza precedenti e più che mai necessario in questo momento drammatico dove soffiano sinistri i fuochi di chi evoca una guerra di religione. Il Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm) ha invitato i responsabili delle moschee, gli imam e i fedeli musulmani di Francia a recarsi «domenica mattina», 31 luglio, a Messa, magari nella chiesa più vicina a casa loro, per esprimere «solidarietà e cordoglio» dopo il «vile assassinio» di padre Jacques Hamel, sgozzato martedì scorso mentre celebrava l’eucarestia nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, in Normandia, durante un sequestro di persona perpetrato da due estremisti islamici nella sua parrocchia e rivendicato da Daesh.

L’appello arriva in una nota diffusa dallo stesso Cfcm. Per l'organismo si tratta di un modo per esprimere «nuovamente» l'appoggio della comunità dei «musulmani di Francia» ai «nostri fratelli cristiani». Significativa anche la richiesta alle moschee di Francia di «cogliere l’occasione della preghiera del venerdì per ribadire il ruolo preponderante che occupa nella religione musulmana il rispetto delle altre fedi, così come degli uomini che le rappresentano».

Già martedì il Consiglio aveva definito l’attentato «un atto orribile e terrificante». Per l'organismo che ambisce a rappresentare tutti i musulmani della Rèpublique si tratta di un modo per esprimere «nuovamente» l'appoggio della «nostra comunità» ai cristiani. A Saint-Etienne,  come ha riferito la diocesi di Rouen, la chiesa di Santo Stefano teatro del barbaro assassinio verrà riaperta tra qualche settimana con un rito di penitenza e riparazione per «restituire al culto la chiesa profanata».
Ecco perché è un'iniziativa senza precedenti
L’appello ufficiale del Consiglio francese del culto musulmano agli imam e ai cinque milioni di islamici che vivono in Francia è importante per due motivi. Anzitutto perché il Consiglio rappresenta in maniera ufficiale le 2.500 moschee del Paese e quindi non è solo la presa di posizione isolata di un imam o di qualche autorità religiosa islamica. Secondo perché non è una dichiarazione generica di solidarietà dopo l’orrore di Rouen ma è l’invito a compiere un atto concreto e che sia anche il più possibile corale attraverso la presenza fisica nelle chiese cattoliche.
Ora tocca ai musulmani reagire, accogliere l’appello, farsi prossimi ai fedeli cattolici scossi dal barbaro assassinio di un sacerdote inerme che ha speso la sua vita per il dialogo e la riconciliazione.

«Bisognerà vedere», ha scritto Avvenire in un editoriale in cui plaude all’iniziativa, «se i musulmani di Francia raccoglieranno l’appello: se condividono la nostra volontà di pace o se già, sentendosi sommariamente accostati agli estremisti, non hanno maturato una posizione ostile o timorosa. Bisognerà vedere, e bisogna pregare per questa domenica francese. Quale respiro buono verrebbe a tutti noi, se davvero accadesse, da una domenica francese di solidarietà e di pace».